L’Intertinente – Il Capitale Icardi: istruzioni per l’uso

L’Intertinente – Il Capitale Icardi: istruzioni per l’uso

Una rubrica per rafforzare un concetto: l’impertinenza di essere nerazzurri

di Alex Angelo D’Addio

Seppur avviandosi verso i titoli di coda, la stagione che sta per chiudersi sta offrendo spunti di dibattito e stimoli di riflessione sul campionato che verrà e su quale morfologia assumerà il Calcio nostrano nel futuro prossimo. A tener banco, infatti, sono gli accattivanti avvicendamenti sulle panchine di molte delle principali compagini della Serie A: specie nelle ultime ore, più che l’ormai (secondo taluni vulgate) sicuro accordo tra Antonio Conte e l’Inter, la separazione di Massimiliano Allegri dalla Juventus è ciò che ha sollevato maggiore clamore, ispezionando le dichiarazioni di Andrea Agnelli nel post-Ajax e scandagliando un’epopea quinquennale che, escluse le amarezze in ambito europeo, ha diramato un’egemonia nella madrepatria senza precedenti.

Oltre le molteplici ripercussioni che si susseguiranno, soprattutto in seno alla ventura progettualità bianconera, la decisione dei garanti della Vecchia Signora è addirittura andata a derubricare le puntualizzazioni di Mauro Icardi, il quale è uscito finalmente allo scoperto riguardo la prossima estiva sessione di mercato. Affidandosi – tanto per cambiare! – alla celerità di trasmissione dei media informatici, l’argentino si è sbilanciato riguardo il suo avvenire, lasciando intendere che, sebbene ostenti una non ancora chiara ricerca della “[…] verità“, margini per una ricucitura potrebbero sussistere. Consequenzialmente, un’esposizione così dirompente riapre una questione fondamentale nell’analisi dell’affaire che ha caratterizzato il recente trimestre e ha condizionato la stabilità nel rapporto tra il giocatore e l’Inter: la gestione del “Capitale Icardi“, sia in termini economici che tecnici.

Finanziariamente parlando, la svalutazione è pressoché inevitabile, in quanto le perturbazioni opinionistiche e giornalistiche abbattutesi sulla Pinetina, a seguito delle sguaiate condotte dell’argentino, non hanno soltanto messo alla berlina dirigenza, allenatore e squadra, ma hanno innescato un’involuzione della quotazione del cartellino, forzata esclusivamente dagli atteggiamenti scontrosi del numero 9.

Tant’è, per l’appunto, che i 110 milioni previsti dalla clausola rischiano di subire un ridimensionamento al ribasso che potrebbe condurre la cifra ad una soglia non superiore ai 70. Questo ammontare, però, indurrebbe la società a un’attenta diagnosi della faccenda, perché, nonostante non incontri i preliminari voleri della proprietà, un’offerta di tale portata appianerebbe le restanti voci in rosso del bilancio e consentirebbe a Beppe Marotta di avere un raggio di manovra più ampio per imbastire una sontuosa campagna acquisti.

Sotto il profilo qualitativo, invece, il discorso varia: le 123 reti sono state imprescindibili perché attorno ad Icardi si costituisse e si costruisse l’idea che l’Inter giri attorno al puntero albiceleste e che lo stesso rappresenti appieno la Beneamata, purché si osservi che la distribuzione delle marcature, nei 6 anni trascorsi all’ombra della Madonnina, sia sempre stata un limite, considerato che la prolificità di alcuni periodi si alternasse all’astinenza di molte gare.

Poi, una sua riconferma andrebbe anche vista alla luce della definitiva maturazione di Lautaro Martinez e dei nomi avanzati in alternativa. Nel primo caso, a prescindere dalle strategie societarie, il Toro necessita d’essere affiancato per un’intera annata da un compagno di reparto che possa esaltarne le doti e al contempo migliorarne prestazioni, fisicità e tenuta atletica; nel secondo, che sia Dzeko – rodato, affidabile, e per giunta altisonante, malgrado si affermi l’opposto – o Lukaku – titanico e dal fascino internazionale -, un altro elemento che disponga di integrità e di vena realizzativa e che accetti indistintamente e contemporaneamente un minutaggio ridotto ed un impiego stabile, è indispensabilmente ricercato, viste le oggettive carenze in quel reparto patite nel corso dell’anno calcistico che volge al termine.

Tuttavia, sarà meglio attendere i 180′ conclusivi che separano la banda Spalletti dalla Champions League 2019/2020, a partire dalla sfida odierna al San Paolo di Napoli: Conte, Icardi, e il resto, passano anche da lì.

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