FOCUS – Nostalgia nerazzurra

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Mourinho Mazzarri: la nostalgia nerazzurra, dall’apoteosi al presente fatto di sofferenza e umiliazioni

Chelsea 2 Psg 0, guardi l’ennesima impresa di Josè Mourinho e ti viene la nostaglia, un magone che non ti lascia tanto facilmente: un tempo c’eri tu, nerazzurro, sul tetto d’Europa, adesso il tuo condottiero porta in alto altri colori, fa gioire altri tifosi, insomma a godere stavolta non sei tu. Sono passati 4 anni e al di là dei discorsi di guardare avanti, ripartire da altri uomini e da altri stimoli, il tifoso nerazzurro non ha mai voltato pagina da quello splendido 2010, da quel Triplete che è ancora vivo negli occhi ma che pian piano si sta diradando perchè gli anni passano.

Nel frattempo quegli stessi colori, i tuoi, quel bellissimo nerazzurro, sta sbiadendo. I vari Gasperini, Benitez e Stramaccioni, allenatori inghiottiti dall’ombra di Mou, i mezzi giocatori, i dirigenti che nel frattempo sono saltati, insomma un minestrone senza sapore e senza alcun legame tra i suoi ingredienti. I prodotti di prima scelta del Triplete sono andati in scadenza, le idee si sono opacizzate e anche il presidente Moratti ha perso stimoli e motivazioni lasciando il posto ad Erick Thohir: sì, è successo proprio tutto questo (e molto altro) in appena 4 anni. Vedi l’Inter che arranca con qualsiasi squadra, vedi la squadra nerazzurra pareggiare col Bologna e dopo qualche giorno vedi il tuo condottiero che fa trionfare i Blues e ti viene un velo di tristezza, pensi a Gasperini e Benitez che non sono stati in grado di farsi rispettare nello spogliatoio e sono stati bruciati dalle loro spesso presuntuose idee, ragioni su Stramaccioni che tra tutti poteva essere l’unico giustificato per inesperienza e poi ti viene in mente il presente: Mazzarri.

Il tecnico toscano soffre, lo si vede in campo dove spesso si lascia andare a gesti di rassegnazione e lo si vede in volto, nelle parole del post-partita spesso incomprensibili, la sua proverbiale grinta sta lasciando spazio ad un ingombrante ma sempre più assillante interrogativo: “Ma chi me lo ha fatto fare?”. La squadra c’è ma l’allenatore non la valorizza, la squadra non c’è e il girone d’andata è stata solo un’illusione colossale, due facce della stessa medaglia, con la verità che come al solito sta in mezzo.

Lui, il buon Walter, gode della stima del presidente Thohir, tuttavia nell’ipotesi catastrofica (ma visti i recenti risultati non improbabile) di non arrivo in Europa League, il magnate indonesiano guarderebbe altrove, stimolato da alcune scommesse “giovani” per il futuro nerazzurro, il tecnico toscano sperimenta poco ma per dare un briciolo di stimolo alla squadra e l’ambiente potrebbe almeno provare qualche giovane volenteroso (Kovacic su tutti), onde evitare di finire bruciato dalla “presunzione” fatale di alcuni dei suoi predecessori nerazzurri.

L’Europa League da raggiungere, il derby da vincere e le ultime partite per provare a raddrizzare una brutta stagione, perchè ci sono i giocatori, c’è Thohir c’è Mazzarri con le loro colpe, minori o maggiori a secondo delle versioni, ma dall’altro lato ci sono i tifosi che, non pretendono di tornare nel 2010, ma chiedono almeno un po’ di rispetto per i loro colori.

 

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