NUMERI – Investimenti dell’Inter dal Triplete ad oggi

di

di Bartoloni Riccardo

Inter, perché devi farci tutto questo? Una continua montagna russa la stagione nerazzurra, troppo altalenante per puntare ad alti traguardi ma non abbastanza disastrosa per vedere solo nero. Questa volta però si è ricominciato ad investire seriamente, con la chiara intenzione di voler riportare la squadra ai suoi antichi fasti.

Interessante infatti analizzare come la società nerazzurra si sia mossa sul mercato dalla stagione 2009-2010 in poi, osservando i rispettivi risultati del fine stagione. Nell’annata dell’indimenticabile Triplete i nerazzurri spesero 94mln di euro per il calciomercato, riuscendo a portare a casa giocatori che faranno la storia del club: Milito, Eto’o, Sneijder, Lucio e Thiago Motta. Ancora maggiori furono gli incassi, circa 109mln, derivati soprattutto dalla vendita di Zlatan Ibrahimovic. In quella stagione quindi l’Inter terminò paradossalmente con un bilancio positivo di 15mln, posizionandosi nella parte alta della classifica che prende in considerazione uscite ed entrate derivate dal calciomercato delle squadre di Serie A. Anche sul campo è un trionfo: 3 tituli nello spazio di una ventina di giorni. La stagione successiva fu quella delle “arance spremute” di Rafa Benitez, che dovette subire la volontà della società di mettere a posto i conti dopo i successi dell’anno prima. Sono 47 i milioni spesi, 61 quelli incassati: l’Inter vince il Mondiale per Club e una Coppa Italia con il subentrato Leonardo, sfiora la semifinale di Champions grazie ad una straordinaria impresa contro il Bayern Monaco negli ottavi e perde il campionato dopo lo sciagurato scontro diretto contro il Milan.

Stagione 2011-2012, si comincia a dire addio a molti degli eroi del Triplete. Viene ceduto l’indispensabile Samuel Eto’o e i nerazzurri risentono totalmente della sua mancanza, anche se il Principe Milito risorge dalle sue ceneri con 26 gol stagionali. L’Inter ottiene nuovamente un bilancio positivo relativo al calciomercato, 39 milioni in uscita e 59 in entrata. Magro però il bilancio dei risultati sul campo: eliminati clamorosamente dalla Champions da un innocuo Marsiglia, si agguanta soltanto un’incolore qualificazione all’Europa League con conseguenti dolorosi preliminari estivi. Vengono fatti fuori Gasperini e Ranieri mentre sale alla ribalta Andrea Stramaccioni, che dopo la sua impresa nella Next Generation Series con la primavera (dove sono finiti quei giocatori?) viene portato sulla panchina della prima squadra.

Per l’annata 2012-2013  viene confermato Stramaccioni, il quale sembra aver un gran feeling con il neo acquisto Antonio Cassano.  La stagione parte bene e l’Inter riesce addirittura a battere la Juventus a Torino per la prima volta nel suo nuovo stadio. Da quella partita in poi però arrivano soltanto delusioni, e l’Inter dopo essere stata vicina al primo posto non riesce nemmeno ad ottenere un piazzamento utile all’Europa. Cassano litiga per motivi ancora sconosciuti con il suo allenatore e si spezza completamente l’incantesimo. Qualche emozione ce le regala la partita di ritorno degli ottavi di finale contro il Tottenham: dopo aver perso per 3-0 in Inghilterra i nerazzurri riescono a recuperare a San Siro con un parziale identico, perdendo però ai supplementari per 4-1, a causa di un’assurda regola che conta come doppi i gol fatti in trasferta anche durante i supplementari. Questa volta sono 74 i milioni spesi e 57 in entrata, quindi l’Inter torna dopo tanto tempo ad aver un bilancio negativo per quanto riguarda il calciomercato.

Poi si arriva alla stagione attuale: Stramaccioni lascia il posto a Mazzarri, considerato un allenatore con maggior esperienza. Si pensa inizialmente che la mancanza di un impegno europeo settimanale favorisca i nerazzurri ma lo scorrere del campionato dimostra che nel calcio non esistono regole certe. Al vertice succede l’impensabile, Moratti dopo un ventennio di tante sofferenze e tantissime gioie cede la maggioranza delle quote societarie ad un giovane magnate indonesiano di nome Thohir. Nel mercato invernale arriva il primo nome importante della sua gestione, Anderson Hernanes, e la squadra lotta per un posto in Europa. Continuano a salire gli investimenti, e l’Inter diventa la squadra con il bilancio di calciomercato più negativo della Serie A (46milioni di uscite e 9 milioni di entrate). Il resto è cronaca. Dopo questi dati è lampante come si sia deciso di adottare un’economia di cosiddetta austerity in seguito al 2010. Peccato, perché l’Inter avrebbe avuto anche le potenzialità per attrarre grandi nomi, in seguito alla sua consacrazione europea. Sicuramente non è stato gestito bene l’enorme patrimonio umano presente in rosa fino a maggio 2010, dispersosi stagione dopo stagione senza fruttare particolari ricavi, salvo poche eccezioni. L’inversione di tendenza delle ultime due stagioni però deve far ben sperare. I risultati non possono arrivare subito, ma il popolo nerazzurro si augura  che gli sforzi compiuti da Moratti prima e da Thohir dopo portino i suoi risultati nelle stagioni successive, perché l’Inter merita più di un quinto posto in campionato.

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