A meno di un mese dall’inizio del campionato, l’Inter cerca ancora il suo esterno destro titolare. Il cantiere nerazzurro resta aperto anche in difesa e, potenzialmente, a centrocampo. Nulla di anomalo, considerato che il mercato chiude il 2 settembre e che spesso le occasioni emergono negli ultimi giorni di agosto, quando molti club accelerano per vendere e acquistare.
Meno rassicurante è lo stallo totale per un’operazione cruciale come quella sulla fascia, determinato dalla sfortuna per Khalaili, ma anche dalla lentezza delle trattative per arrivare a Marco Palestra. L’errore più grave è stato proprio sottovalutare l’appeal di un giocatore giovane e moderno come Palestra per i club di Premier League e, di converso, la forza economica di società in grado di raddoppiare lo stipendio offerto dai nerazzurri.
Il patatrac: è arrivato il Chelsea, con le consuete risorse economiche inglesi, e in una notte ha cancellato il corteggiamento dell’Inter iniziato nei mesi precedenti. I nerazzurri devono recriminarsi qualcosa: se avessero offerto subito i 50 milioni bonus inclusi richiesti dall’Atalanta invece di fare leva sulla volontà del giocatore per indebolire la posizione dei bergamaschi, probabilmente il classe 2005 oggi sarebbe con Barella, Bastoni e compagni a Donaueschingen.
Emerge un altro limite di questa dirigenza: il voler fare il prezzo per i giocatori che compra. Esempio pratico: il Liverpool ha stabilito il valore di Curtis Jones a 35 milioni di sterline, 41,2 milioni di euro. Se i Reds e i loro dirigenti hanno deciso che Jones costa così e non vogliono trattare più di tanto, bisogna prendere una decisione: o si offre quella cifra, o almeno qualcosa di simile, oppure il giocatore non arriva, soprattutto se il campionato di provenienza è la Premier League, dove le squadre non hanno problemi a far scadere un contratto senza incassare.
La situazione Djed Spence è sinistramente simile. I media italiani parlano di 35 milioni come budget stanziato dall’Inter per questa operazione. Un tentativo sarà fatto, ma è difficile pensare che bastino: un 25enne in Premier League, con contratto in scadenza nel 2029, reduce da un Mondiale in cui ha saputo mettersi in mostra proprio con la maglia dei Tre Leoni. Conoscendo il mercato inglese di oggi, salvo improbabili saldi estivi, la valutazione degli Spurs sarà più alta, come riportano i media inglesi.
Anche qui bisognerà fare una scelta. Read, Vanderson, Molina: le alternative ci sono, oggi. Magari tra venti giorni no, a meno di ricorrere a quella creatività, come l’ha definita Marotta nella conferenza stampa di presentazione della stagione, che porta con sé più rischi che benefici quando si parla di un giocatore che dovrebbe essere un titolare inamovibile della squadra campione d’Italia in carica. Se l’operazione sulla destra dovesse portare a Milano un Luis Henrique 2.0, il malumore sarebbe giustificato.
Da mesi l’Inter sa quali sono le sue necessità sul mercato: in primis un esterno destro titolare, poi un difensore centrale da inserire nelle rotazioni. Il 20 luglio, a metà ritiro e con la Serie A che si avvicina, non è arrivato nessuno dei due. Se si vuole difendere il tricolore dalle prime giornate, senza incappare in un avvio diesel come quello dello scorso anno, è fondamentale cambiare passo sin da subito.