Tulio Tinti ha fatto chiarezza sul futuro di Alessandro Bastoni dopo le indiscrezioni delle ultime ore che hanno accostato il difensore all’Al-Hilal. L’agente del centrale nerazzurro ha parlato ai microfoni di Sky Sport, escludendo un addio imminente ma senza chiudere del tutto le porte.

“Io e i miei giocatori generalmente rispettiamo i contratti. Ha ancora due anni di contratto, è super tifoso dell’Inter, è innamorato, oggi non sta pensando di andare in un altro club. Poi se ci sono club interessati che accontentano il giocatore e l’Inter, ci si può mettere a parlare. A oggi però tutto questo parlare non è ancora sufficiente per fare una trattativa seria”, ha dichiarato Tinti.

L’agente ha poi affrontato il tema dell’eventuale tentazione di lasciare l’Italia: “Se ha mai pensato di andare via dall’Italia? Non credo, forse io lo avrei pensato se fossi stato nei suoi panni. Potrebbe averlo anche pensato, è stata una situazione talmente così, dall’ingiustizia con la Juventus per una regola sbagliata… Il problema vero sono le regole sbagliate, lì bastava togliere il cartellino e non sarebbe successo nulla. Il ragazzo ha grande personalità ed è innamorato della maglia dell’Inter. Nella vita ci sono i momenti belli e non solo, è riuscito con tanta difficoltà a livello umano ad uscirne bene però”.

Tinti ha spostato poi l’attenzione sul tema dei giovani talenti italiani: “Io vado spesso a vedere i giovani, i ragazzi bravi ci sono ma si perdono via perché non riescono a salire di categoria. Non facciamo fare il percorso ai giovani. Non a caso quando è stato introdotto il Decreto Crescita, c’è stata un’agevolazione: era nato per riportare gli italiani da noi, tipo Matteo Darmian dallo United. Il problema è che è stato esteso agli stranieri. Una volta i ragazzi che uscivano dalle squadre Primavera andavano in B o C, oggi questo percorso è stato cancellato. Questo purtroppo parte da lontano. Bisogna rifare un po’ tutto, ma non è che non ci sono i ragazzi bravi”.

Infine, una battuta su Andrea Pirlo e la panchina della Juve: “I numeri dicono che ha fatto meglio degli allenatori che sono arrivati dopo alla Juve, nonostante siano andati allenatori bravissimi. I numeri dicono questo, arrivò quarto e poi vinse Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Sicuramente Paolo Maldini e Andrea Pirlo si sentono spesso, immagino si siano sentiti. Io sicuramente non ho partecipato a questo incontro”.