ESCLUSIVA – Moriero: “Inter-Juve da vincere a tutti i costi. Mi rivedo in Politano. Ronaldo? Di Fenomeno ce n’è uno…”

ESCLUSIVA – Moriero: “Inter-Juve da vincere a tutti i costi. Mi rivedo in Politano. Ronaldo? Di Fenomeno ce n’è uno…”

L’ex fantasista nerazzurro ai microfoni di Passioneinter.com; “Senza l’esonero di Simoni potevamo vincere Scudetto e Champions”

di Daniele Najjar, @Daniele_najjar

E’ tempo di derby d’Italia: i nerazzurri, in piena corsa per un posto in Champions League, si apprestano a sfidare la Juventus di Allegri, fresca vincitrice dello scudetto. Noi di PassioneInter.com abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva Francesco Moriero, esterno destro dell’Inter di fine anni ’90, vincitore della Coppa Uefa 1997/98, che di derby d’Italia ne ha giocati un bel po’:

Che cos’è per te l’Inter? 

“E’ una famiglia. Lo è tutt’ora. Ho vissuto dei momenti bellissimi, sia sotto il profilo calcistico che umano. Calcistico perché ho vinto una coppa Uefa e giocato con grandissimi campioni. Sotto quello umano i tifosi anche oggi mi scrivono, sono rimasti legati. Credo siano legati a quel gruppo di giocatori e di uomini che facevano parte della vittoria della Coppa Uefa del 98. Non ci hanno mai dimenticato e questo mi fa sentire in famiglia”.

C’è oggi un Moriero?

“Ogni calciatori hanno le proprie caratteristiche. In alcuni mi rivedo anche se io avevo caratteristiche particolari: ero estroso, mi facevo tutta la fascia, duellavo. Era anche un calcio differente. Mi piacciono molto Politano ed El Shaarawy. Sono giocatori che mi fanno rivedere le giocate che facevo io, anche se a me piaceva molto fare assist e dare una mano in fase difensiva. Ma il mio calcio era più difficile rispetto a quello moderno”.

C’è un giocatore che, se l’Inter prendesse, ti farebbe emozionare?

“Esterni ce ne sono. In Italia mi piace come ti ho detto El Shaarawy, oltre a Politano. Poi c’è Insigne. E’ gente che porta superiorità numerica sull’esterno. Anche se le caratteristiche sono abbastanza diverse”.

Domani c’è Inter-Juventus: sensazioni?

“Molto positive. L’Inter sarà spinta dal pubblico. Sarà una partita difficile, ma è da vincere a tutti i costi. L’Inter dovrà far vedere quanto è forte, ma non è impossibile. Giocando da Inter può farcela a portare a casa i 3 punti fondamentali per la classifica”.

Cosa rappresentava per te il derby d’Italia?

“Nel 97 vincemmo l’andata, dopo aver fatto noi la partita, con gol di Djorkaeff su assist di Ronaldo. Noi stavamo benissimo. La partita di ritorno ancora non mi va giù, perché è una partita che ci ha negato la corsa allo scudetto con quell’episodio. Però è passato tanto tempo e credo che le polemiche debbano finire. E’ che rimane sempre il dubbio se ci fosse o meno il rigore. Anche se io il dubbio non ce l’ho affatto (ride n.d.r.). E non so come sarebbe finita la corsa al campionato”.

Se ti dico Ronaldo, a quale dei due pensi?

“Al Fenomeno, assolutamente oh! Senza nulla togliere a Cr7 che è assolutamente forte e decisivo. Ma con caratteristiche diverse rispetto a Ronnie, che era formidabile. Quando aveva la palla non sapevi mai cosa si potesse inventare. Era uno che faceva gruppo. Poi rappresentava il calcio. Era potente, estroso, un vero Fenomeno. Uno così non ce ne sarà più e non se ne sono più visti. Ronnie rimarrà il numero uno in assoluto”.

Quest’anno Spalletti, Icardi e Perisic sono stati sulla cresta dell’onda per episodi controversi. Li vedi all’Inter anche in futuro?

“Per quanto riguarda Spalletti credo sia un allenatore bravo e valido, che ha le sue idee e che a me piace molto, probabilmente uno dei più bravi in Italia, anche se la società deciderà il da farsi. I calciatori sono importanti ma bisogna sempre pensare al bene della squadra e del gruppo”.

Chiudiamo con un aneddoto sull’esperienza nerazzurra; cosa successe dopo l’addio di Simoni? Qualche problema di spogliatoio?

“Lo spogliatoio è rimasto sempre unito, noi facemmo di tutto per evitare il suo esonero, anche perché la squadra stava bene e veniva da risultati importanti. Facemmo di tutto per far capire alla società che Simoni era uno di noi e che con lui avremmo continuato a vincere. L’anno dopo cambiarono tantissimi giocatori, forse eravamo anche più forti ma sappiamo tutti come andò a finire. Mi spiace perché credo che con Simoni avremmo continuato a lottare sia per lo scudetto che per la Champions”.

La redazione di PassioneInter.com ringrazia Francesco Moriero per la gentilezza, la cortesia e la professionalità mostrate nell’arco dell’intera intervista

 

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