Accadde Oggi – 10 luglio 1974, nasce Lele Adani: l’ex calciatore nerazzurro che divenne idolo dei tifosi… per le telecronache!

L’ex difensore ha giocato in nerazzurro dal 2002 al 2004

di Lorenzo Della Savia

E’ riapparso ieri al commento di Hellas VeronaInter, dopo un periodo in cui sembrava sparito dagli schermi televisivi. Ad aggiornarci su di lui, nei giorni scorsi, ci aveva pensato pure Dagospia, che aveva scritto: “Uno come Adani che non sa fare la pecora astemia (vedi scontro con Allegri) è probabile, per non dire certo, che sia poco sopportabile da un team che ha scelto la ninna nanna come colonna sonora e il condom come divisa”. In effetti, Daniele “Lele” Adani, che oggi compie 46 anni, sembrava inspiegabilmente scomparso dagli schermi televisivi e dal racconto delle partite come commentatore tecnico o da studio, con le sue frasi e le sue espressioni da antologia. Ieri, invece, è ritornato in onda, possibilmente per arricchire – nelle prossime settimane – il proprio campionario con nuovi innesti dialettici.

A ben vedere, comunque, un campionario di frasi di Adani ci sarebbe anche già. Sì, perché dopo una onesta carriera da calciatore, Adani, ex difensore dell’Inter dal 2002 al 2004, in coppia su Sky Sport con Riccardo Trevisani si è affermato nella cerchia dei telecronisti-fenomeni mediatici, e questo soprattutto dopo la partita di Champions League tra Inter e Tottenham nel 2018. Una cerchia, quest’ultima, di cui fanno parte pochi eletti: c’è, ad esempio, la coppia CaressaBergomi (quest’ultimo altro ex nerazzurro), salita nell’empireo dopo i Mondiali del 2006, e inserita a più riprese nei videogiochi calcistici; c’è Sandro Piccinini (ora inattivo) con i suoi “‘ccezionali” e le sue “sciabolate”; e c’è, appunto, Daniele Adani.

Noto per il suo linguaggio da professore universitario del calcio, Daniele Adani ha detto: “Se Ronaldo si gira e scappa, non ti resta che sparargli”. Daniele Adani, poi, giusto con un pizzico di trasporto, dalla postazione di commento ha detto (e questa va riportata per esteso): “La garra charrua! L’ultima parola agli uruguagi, sempre loro! L’ultima parola nel calcio è la loro: hanno un cuore differente, lo capisci o no? L’artiglio che graffia, che lascia il segno nella storia dell’Inter: questa è la storia che si ripete! (…) Io te l’avevo detto, la riprende (Vecino, ndr)! (…) Il graffio che aveva portato l’Inter in Champions serve per rimarcare il territorio: questo è l’Uruguay quando va in campo con tutto se stesso… Ecco chi è Vecino: stanco, sì, ma lascia in campo Vecino che parla alla fine, lascialo in campo, che la dice lui l’ultima cosa nel calcio! Stanno a insegnare cos’è il calcio agli uruguagi, ma vedi un po’ te”. Avrebbe detto anche tante altre cose, Adani, e c’è chi le ha messe in archivio meglio di noi: anche se, forse, più che rilanciare gli exploit del passato, non c’è che da augurarsi possano essercene degli altri. Sarebbe un buon segno, dopotutto.

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