L’addio di Piero Ausilio all’Inter ha lasciato molti interrogativi. Dopo l’ufficialità di ieri, Sky Sport ha ricostruito i retroscena della separazione tra il dirigente e il club nerazzurro.

Secondo quanto rivelato da Luca Marchetti sul sito dell’emittente, la questione ruotava attorno al rinnovo contrattuale. L’accordo di Ausilio era in scadenza a giugno 2027 e da tempo si discuteva del prolungamento. Storicamente i rinnovi avevano sempre avuto una durata triennale, considerata una finestra temporale standard per consentire a un dirigente di programmare e verificare i risultati del proprio lavoro.

Il dirigente aveva attraversato diversi cambi di proprietà, mantenendo sempre il proprio ruolo grazie ai risultati ottenuti. Quando sembrava scontato che nuovi proprietari potessero optare per una svolta, aveva invece prevalso la continuità. Ora, paradossalmente, la separazione arriva proprio dopo che il cambio societario si era consolidato e dopo le vittorie in campionato e Coppa Italia.

Un dirigente deve avere il tempo giusto per poter programmare e vedere il frutto del programma. Deve essere certamente legato al risultato, non solo quello in campo ma anche quello economico e finanziario, ma con un orizzonte temporale più lungo. E soprattutto ci deve essere un rapporto di fiducia molto solido.