Beppe Bergomi ha ricordato Osvaldo Bagnoli, scomparso oggi all’età di 91 anni, in collegamento con Sky Sport. L’ex capitano nerazzurro ha tracciato un ritratto dell’allenatore milanese che guidò l’Inter dal 1992 al febbraio 1994, lasciando un segno profondo nella sua carriera.

“Un grande uomo e un grande mister”, ha esordito Bergomi. “Sotto l’aspetto umano era veramente coinvolgente, anche con i suoi modi, perché poi Bagnoli era di Milano, io sono di Milano, intanto lui gli scappava qualche dichiarazione in dialetto, ma sapeva veramente tenere il gruppo, aveva un’umanità incredibile ed era veramente una bella persona”.

L’ex difensore ha sottolineato quanto Bagnoli fosse avanti rispetto ai suoi tempi: “Come mister era avanti anni luce. Se penso al Bagnoli, che quando è arrivato all’Inter, con la sua difesa 3 a zona pura, con gli esterni molto alti, sarebbe perfetto anche nel calcio di oggi, con le sue idee e il suo modo di ricercare sempre la perfezione. Nei primi momenti la squadra non andava bene, mi diceva in dialetto: ‘Le mie squadre hanno sempre giocato bene e qui non ci riesco’. E alla fine quella scala è arrivata a seconda, quindi mister Bagnoli è stato un grande”.

Il paragone con l’Inter contemporanea è risultato spontaneo: “Quella squadra assomiglia a quest’Inter. All’Inter di oggi, perché aveva un centrocampo di qualità, aveva una difesa forte, e la cosa importante erano i giocatori esterni, che già allora lui gli voleva alti in linea con gli attaccanti”. Bergomi ha ricordato un episodio con Tramezzani, esterno sinistro: “Gli dice ‘devi stare più alto’. E io nella mia ingenuità gli dicevo perché più alto? Deve stare vicino a noi, che ci aiuta. Lui deve stare alto. Quindi per farti capire che era già alto, vedeva a calcio oltre”.

Arrivato nel 1992 con l’obiettivo di risollevare i nerazzurri, Bagnoli costruì una squadra attorno a Ruben Sosa e sfiorò un’impresa memorabile, recuperando quasi 11 punti di svantaggio al Milan. La seconda stagione fu meno positiva e la sua avventura terminò nel febbraio 1994 dopo 56 panchine complessive.

L’ex capitano nerazzurro ha condiviso un ricordo personale particolarmente significativo: “L’anno prima è stato l’unico anno che non abbiamo raggiunto le coppe, e l’anno dopo lui arriva e io avevo avuto delle richieste e lui mi ha detto ‘ma tu dove vuoi andare?’ E io gli faccio ‘mister, non voglio andare da nessuna parte, io sto benissimo a Milano’. ‘Guarda, per me sei il più forte – mi ha detto – tu rimani qui’. Io ho fatto una stagione incredibile, ma l’Inter ha fatto una grande stagione, è arrivato seconda dietro ai Milan a pochi punti”.

“Osvaldo Bagnoli sarà sempre nel mio cuore”, ha concluso Bergomi. “Per quello che mi ha dato e per la fiducia che arriva in me e che ha avuto in me, ho cercato di ripagarlo il meglio possibile”.