Il successo in Champions League contro lo Shakhtar ha riacceso l’entusiasmo di Nicola Berti, che ai microfoni della Gazzetta dello Sport ha parlato a lungo del momento nerazzurro, spaziando dai singoli alla fase difensiva fino al prossimo derby.

Tra i giocatori più elogiati c’è Nicolò Barella: «Il mio mito assoluto. È un capitano vero, io lo adoro», ha detto l’ex centrocampista, ricordando anche la crescita del giocatore dai suoi esordi in nerazzurro: «Quando è arrivato all’Inter era sempre un po’ nervosetto, ma poi è diventato il comandante che vediamo oggi». E ancora: «Chi lo critica non si rende conto delle partite che fa, dei chilometri che percorre. Gli manca solo qualche gol importante».

Sugli altri interpreti della rosa, Berti ha riservato parole nette per Francesco Pio Esposito: «È un genio. Esposito per l’Inter è il top». Ha poi citato Carlos Augusto, tra i protagonisti della serata europea: «Diouf, che in questo momento mi piace moltissimo».

Riguardo a Josep Martinez, Berti ha commentato sia le parate decisive contro lo Shakhtar sia l’episodio che gli è costato un turno di stop: «Pepo martedì ha fatto tre parate straordinarie dopo le cavolate con Real e Bruges. Ora sembra che gli spetti un po’ di panchina ed è giusto, così torna riposato e carico per il derby». Sull’episodio stesso ha aggiunto: «È stato provocato e purtroppo ci è cascato. È una bellissima persona. Quell’episodio mi ha ricordato una cosa simile successa a me in un derby».

Nessuna preoccupazione, invece, per l’assenza di Lautaro Martinez: alla domanda se l’indisponibilità dell’argentino rappresenti un problema, Berti ha risposto con un secco «No, affatto».

L’ex centrocampista ha anche ricordato il suo legame con la Fiorentina, club che ha indossato prima del passaggio all’Inter nel 1988: «Mi fecero passare per un mercenario. E io non lo sono per niente. Mi avevano venduto al Napoli, ma c’erano anche altre squadre come il Milan, la Juve. Poi è arrivata l’Inter e io, con una mamma interista, non potevo dire di no». Al ritorno a Firenze da avversario, confessa, «mi sono tremate le gambe come non mi era mai accaduto in carriera».

Sul piano tattico, Berti individua nella tenuta difensiva il punto su cui lavorare: «Chivu deve sistemare la fase difensiva. I gol presi sono troppi ed è l’unica nota negativa di questo inizio di stagione». Alla domanda se le prossime sfide contro Fiorentina e Venezia siano da conquistare entrambe, la risposta è stata senza esitazioni: «Certo. Deve».