Clamoroso ATTACCO del Corriere all’Inter: “Il blocco ha fallito. Si salva solo…”
Il Corriere dello Sport punta il dito contro il "blocco Inter" dopo l’esclusione dell’Italia dal Mondiale
Pio Esposito (@Depositphotos)
Se cercate un colpevole per l’Italia che non va al Mondiale, non guardate lontano: c’è il “blocco Inter”. Questo è quello che ci stanno raccontando da quell’amara serata di martedì, quando per la terza volta gli azzurri hanno mancato la qualificazione. Sì, 12 anni senza Mondiale e piuttosto che interrogarsi sulle cause di un fallimento collettivo, è più semplice trovare un colpevole facilmente attaccabile.
E allora chi meglio di Alessandro Bastoni e compagnia, già vittima di una gogna mediatica che adesso si ripropone per scrollarsi di dosso responsabilità che sono di tutti. È il Corriere dello Sport ad aprire questa mattina puntando il dito contro l’Inter e il suo presunto tradimento:
“Traditi dal blocco Inter. È successo martedì sera a Zenica, era successo all’inizio di questa brutta avventura, ovvero la sfida di Oslo contro la Norvegia che ha aperto le prime crepe nella spedizione Mondiale. Era successo (anche) all’Europeo del 2024, con la famosa questione della difesa a 3. Allora come adesso, i giocatori nerazzurri sono arrivati agli appuntamenti con la Nazionale spompati, fuori forma, lontani dalle performance ammirate fino a prima di aggregarsi al gruppo azzurro.
[…] Bastoni provato psicologicamente prima dal caso-Kalulu, poi minato anche fisicamente da un infortunio dal quale si è ripreso (se si è ripreso) solo a ritiro iniziato. E con Dimarco che è sembrato la metà (a detta degli stessi tifosi interisti) di quello che San Siro (e non solo) apprezza. La sua felicità espressa in mondovisione dopo i rigori di Galles-Bosnia ha fatto il resto. Dalla trasferta dei Balcani si salva, per rimanere in tema, il solo Barella […] Gattuso ha lanciato in azzurro Pio Esposito, un lottatore, un gran giocatore, sicuro protagonista della nuova Nazionale. Ma anche lui, a Zenica, ha fallito un paio di occasioni per chiudere il match, sbagliando il primo rigore”.
Tre titolari su 11 in una rosa di 25 giocatori, eppure si continua a evocare i fantasmi del passato per raccontare un insuccesso che, a forza di ripetersi, sembra quasi diventato più familiare del successo stesso. Peccato che, riavvolgendo il nastro, nessuno dei protagonisti attuali c’era dieci anni fa, quando l’Italia ha ingoiato per la prima volta questo boccone amaro. E lo stesso ragazzino che ha calciato il primo pallone dal dischetto in quel di Zenica, l’ultima Italia al Mondiale l’ha vista che aveva appena otto anni.
E allora, come si può trasformare un decennio di errori, incompetenza, superficialità e miopia in un alibi perfetto? Troppo facile. Troppo comodo. E noi, no, non ve lo lasciamo fare. Non saremo noi a pagare per le vostre responsabilità.