La separazione tra Piero Ausilio e l’Inter continua a generare reazioni nel mondo del calcio. Ai microfoni di Sky Sport, Stefano De Grandis ha espresso sorpresa per una rottura che chiude una collaborazione lunga e apparentemente solida. “Sono rimasto sorpreso anche io, le storie così lunghe che non hanno mai avuto crepe non ti aspetti che possano terminare così”, ha dichiarato il giornalista.

De Grandis ha però evidenziato come il tempo possa modificare anche i rapporti più stabili. “Quando lavori per tanto tempo, poi il rapporto si può logorare. Sono cambiate le proprietà e possono cambiare gli equilibri, così le storie possono anche finire”, ha spiegato, contestualizzando la fine del sodalizio in un quadro più ampio di trasformazioni societarie.

Sul piano tecnico, il giornalista ha riconosciuto il valore del lavoro svolto da Ausilio: “Ausilio è stato un direttore sportivo bravo e lo dicono anche i risultati. C’è Marotta che è un supervisor ed è un vincente e Baccin è un allievo di Ausilio”. Proprio questa struttura organizzativa consolidata, secondo De Grandis, permetterà al club di gestire il cambiamento senza contraccolpi eccessivi. “Non è detto che ci sia un trauma così forte”, ha osservato, pur ammettendo che “un grande professionista lascia l’Inter”.

De Grandis ha affrontato anche il tema del percorso europeo nerazzurro: “L’Inter è arrivata in finale due volte di Champions, in un cammino a eliminazione diretta ci sono sempre i piccoli episodi che determinano”. Ha poi fatto un esempio: “Se Akanji non regala palla al Bodo, l’Inter può fare la rimonta visto che stava giocando bene”.