Sarà il centrocampo a fare la differenza nel derby di Milano, almeno secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport. Le due formazioni portano filosofie tattiche differenti, e i duelli tra le mezzerie delle due squadre si annunciano decisivi.
Il confronto più atteso è quello tra Calhanoglu e Modric. Il turco dell’Inter figura tra le armi più temibili dei nerazzurri, capace di risultare decisivo soprattutto sulle palle inattive: ha già segnato tre volte al Milan e può incidere con conclusioni da fuori, calci di punizione e rigori. Il croato, da par suo, è chiamato a giocare più avanti rispetto alla prima stagione, con maggiore coinvolgimento nella costruzione e nella fase offensiva. Un posizionamento che aumenta le responsabilità ma espone anche a qualche rischio nella copertura degli spazi.
Altrettanto atteso il duello tra Barella e Rabiot, ormai una classica del calcio italiano. Il centrocampista nerazzurro giunge alla stracittadina dopo aver gestito il minutaggio contro il Venezia, riposando nella ripresa, e punta a un traguardo personale: sarà la sua ventiquattresima stracittadina, ma non è ancora riuscito a segnare ai rossoneri. Il francese, invece, ha dovuto rinunciare alle sfide con Udinese e Bologna a causa di un fastidio al polpaccio e, secondo la Gazzetta, è pronto a tornare dal primo minuto. La sua fisicità e la capacità di accompagnare l’azione possono risultare preziose nelle transizioni.
Il terzo duello vede Musah opposto a Zielinski. L’americano ha il compito di contenere la manovra interista, limitando le iniziative di Barella e Calhanoglu. Sul fronte Inter, però, la scelta del polacco non è ancora definitiva: Chivu valuta anche Mkhitaryan come alternativa. L’armeno garantisce esperienza e inserimenti, mentre Zielinski offre qualità nel palleggio e imprevedibilità nell’ultimo passaggio. La decisione dipenderà anche dall’atteggiamento tattico che la squadra nerazzurra vorrà adottare.