Gli infortuni che hanno colpito i club di Serie A impegnati nelle coppe europee tornano al centro del dibattito. Secondo La Stampa, tra le squadre più colpite c’è l’Inter, che nel giro di pochi giorni ha perso sia Lautaro che Pavard, i quali si aggiungono a un’infermeria che comprendeva già Stones. Anche dosare i carichi per Lautaro non è bastato, e Pavard non è stato convocato dalla Francia.

Il quadro generale è altrettanto critico: si è fatto male Raspadori per un problema muscolare durante il rigore calciato contro il Pafos in Conference League. Tra gli altri infortuni registrati figurano quelli di Diao e Koné, oltre allo stesso Lautaro.

Sul tema è intervenuto Sarri, che il quotidiano torinese descrive come allenatore dell’Atalanta: «Siamo davanti a un calendario assurdo, mi meraviglio che l’Aic non dica nulla». Il club bergamasco ha successivamente contattato il sindacato calciatori per raffreddare i toni, ma la replica era già arrivata. A firmarla il presidente dell’AIC, Calcagno: «Dispiace che Sarri ci tiri in ballo in questi termini su un tema così delicato, per il quale ci stiamo battendo da anni insieme al sindacato mondiale Fifpro».

La Stampa ricorda che nell’ultimo decennio AIC e Fifpro hanno più volte segnalato l’aumento degli infortuni in parallelo alla crescita del numero di partite: i top club, con 50-55 gare a stagione, registrano circa il 30% di infortuni in più rispetto alle squadre che si fermano a quota 40. L’istituzione del Mondiale per club nel 2025 ha alimentato un contenzioso legale tra Fifpro — affiancata dalle principali leghe europee — e la Fifa, accusata di non aver condiviso con le altre componenti la nascita di una competizione così impattante. L’ipotesi di disputarlo ogni due anni è stata poi scongiurata.

Il giornale sottolinea anche che la maxi-sosta per le nazionali, unificando le due finestre, ha ridotto le ore di volo per i giocatori. I dati del report AIC avrebbero poi convinto gli allenatori che una sequenza di 6-7 partite ravvicinate, con impegni ogni tre giorni, porta inevitabilmente a stanchezza e calo delle prestazioni, rendendo il turnover una necessità.

Tra le possibili soluzioni discusse, il passaggio della Serie A da 20 a 18 squadre, sebbene la Lega teme di perdere introiti dai diritti televisivi. L’AIC ha chiesto che i calciatori possano riposare almeno sette giorni a fine anno. Il dibattito resta aperto.