GIOVANILI – Dimarco, Baldini, Palazzi: il Mondiale Under 17 parla anche nerazzurro!

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di Daniele Fiori

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Purtroppo è arrivata oggi pomeriggio la prima sconfitta degli azzurrini impegnati nel Mondiale Under 17 negli Emirati Arabi. La squadra guidata dal ct Zoratto è stata infatti battuta per 2-1 dai pari età dell’Uruguay: non è bastato il gol in apertura di Perugini per portare a casa la terza vittoria consecutiva, che avrebbe significato primo posto nel girone. Invece ora, superata dai sudamericani che hanno concluso la prima fase a 7 punti, alla nostra giovane Nazionale toccherà molto probabilmente il temibile scontro con il Brasile nei quarti di finale (anche se prima ci sono da superare gli ottavi), che nelle prime due uscite del torneo ha vinto sempre per 6-1. Peccato per questo passo falso degli azzurrini, che avevano invece iniziato la competizione con il piglio giusto, vincendo per 1-0 sia con i campioni d’Africa della Costa d’Avorio, sia con la Nuova Zelanda. Decisivo fin’ora è stato Luca Vido, attaccante del Milan (purtroppo) classe 1996, marcatore delle due reti che, a conti fatti, sono valse la qualificazione. Non meno importante però è stato anche il trio di giovani talenti che l’Inter ha fornito alla Nazionale Under 17: Federico Dimarco, Andrea Palazzi e Enrico Baldini.

ANDREA PALAZZI – Il milanese ha giocato l’ultima mezz’ora della sfida con l’Uruguay, mentre è stato schierato titolare nei due precedenti incontri. Inutile dire che Andrea rappresenta uno dei migliori prospetti del settore giovanile nerazzurro. Le sue prestazioni con la maglia dell’Inter hanno convinto il ct Zoratto a convocarlo per questo mondiale, nonostante sia di un classe 1996, quindi un anno più giovane rispetto all’età media dei partecipanti. Le sue doti lo esaltano nel ruolo di regista, vista la sua notevole intelligenza tattica abbinata comunque ad una buona capacità di interdizione in fase difensiva. La capacità di inserimento negli spazi e la tecnica palla al piede sono  altri due suoi punti di forza. In poche parole, il suo profilo risponde alle caratteristiche di un centrocampista moderno, ma senso della posizione e visione di gioco lo distinguono da chi ha solo potenza e polmoni.

 ENRICO BALDINI – Fin’ora, tra i tre nerazzurri presenti, è quello che ha avuto meno minuti a disposizione per mettersi in mostra. Solo venti minuti giocati questo pomeriggio, sommati ad altri 25 con la Nuova Zelanda. Eppure Baldini, classe 1996 anche lui, è uno dei pupilli di mister Cerrone, che nonostante la giovane età lo ha voluto con sé in Primavera e lo ha fatto scendere in campo già in 4 occasioni. Anche Enrico è dotato di una buonissima tecnica di base, ma soprattutto tatticamente si distingue rispetto ai suoi coetanei. Caratteristiche che gli consentono di ricoprire con eccellenti risultati sia il ruolo di esterno d’attacco, che quello di centrocampista centrale.

FEDERICO DIMARCO – Il terzo talento nerazzurro è stato invece sempre titolare nei tre match disputati dalla Nazionale Under 17. Lui che probabilmente è uno dei leader del gruppo azzurro, è già una star anche nel settore giovanile dell’Inter. Non possono passare inosservate d’altronde le sue straordinarie cavalcate sulla fascia sinistra. Federico, classe 1997, è infatti un talento puro per quel che riguarda tiro e corsa. Veste la maglia nerazzurra da quando milita nei Pulcini e negli anni le sue doti lo hanno portato a ricoprire con enorme successo il ruolo di terzino sinistro. In quella posizione, la sua superiorità atletica lo rende devastante: quando accelera diventa imprendibile per gli avversari, quando scarica il suo sinistro micidiale per i portieri sono dolori. Le sue ottime capacità anche in fase realizzativa fanno si che qualche volta venga ancora schierato come esterno sinistro, ma non c’è dubbio che, una volta migliorati i suoi movimenti difensivi, sui quali forse deve ancora lavorare, il suo ruolo naturale sarà quello di terzino. I paragoni sono spesso imprudenti e dannosi è vero,  ma Dimarco ricorda inevitabilmente in certi colpi e movimenti, giocatori come Maicon, Dani Alves, se non Bale.

Ecco dunque chi sono i tre giovani portacolori dell’Inter al Mondiale Under 17: questi match internazionali, specie quello eventuale contro il Brasile, che hanno la fortuna di disputare, sono certamente dei test importanti per capire quanta reale distanza ci sia tra il tasso qualitativo dei talenti internazionali e quello dei giovani nostrani. I club di Serie A, compresa la società nerazzurra, continuano a comprare all’estero ed in particolare in sudamerica: è davvero giustificata questa loro politica? Una parziale risposta potrebbe arrivare anche dall’esito di questo mondiale.

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