Roberto Mancini torna sulla panchina della Nazionale. Sarà l’ex allenatore dell’Inter a guidare l’Italia nel tentativo di rilanciare la squadra azzurra. La decisione di Malagò ha scartato altre opzioni, comprese quelle legate a Guardiola e Pirlo, per puntare su una figura già nota.

La scelta non ha convinto tutti. Sul Giornale si legge una critica che utilizza un paragone culinario per commentare il ritorno di Mancini. “Alla fine, nel Paese della pastasciutta, la minestra riscaldata non passa mai di moda. Seda le liti familiari, è facile da preparare, riporta coi piedi per terra chi finge di apprezzare gli stellati solo perché fa chic. La realtà è che cucinare davvero è faticoso, l’ignoto spaventa, avventurarsi è bello solo se non si ha nulla da perdere. Riscaldare la minestra rimanda il problema: palla in tribuna e sospiro di sollievo fino al prossimo pericolo”.

Il quotidiano riconosce che Mancini sia stato un buon commissario tecnico, l’unico capace di vincere qualcosa dal 2006 in poi. Tuttavia, viene definito oggi “una minestra riscaldata, per di più riscaldata nel torrido deserto arabo, dove nel 2023 decise di sgattaiolare a guadagnare 25 milioni l’anno”.

Secondo il Giornale, quella scelta rappresentò un tradimento che nauseò per i modi e l’opacità. Viene inoltre ricordato che, dopo lo spareggio perso con la Macedonia, Mancini non fece neppure il gesto di dimettersi.