Ai microfoni di Sky Sport, prima della sfida del Bernabeu, Mourinho ha parlato dell’Inter e del match di Champions League. Il tecnico portoghese ha sottolineato il legame con lo stadio madrileno: “In questo momento è il mio stadio perché lavoro per il Real Madrid ma anche per il 22 maggio 2010, vediamo poi domani. Ogni partita è importante per noi ma anche per l’Inter, sono 8 partite, spero di rivedere l’Inter più avanti”.

L’allenatore ha poi analizzato la squadra nerazzurra: “Una grandissima squadra, da 6 anni, da Antonio Conte a Inzaghi a Chivu, ha sempre lo stesso modello di gioco, stesso sistema tattico, stessi giocatori, può giocare ad occhi chiusi, ha maturità e qualità ma anche fisicità. L’unica sorpresa negli ultimi anni è che non ha vinto la Champions”.

Sul percorso di Chivu come allenatore, Mourinho ha rivelato: “Difficile da dire: quando sono calciatori, il loro focus è giocare. Ho avuto tanti contatti con lui quando era allenatore della Primavera, siamo stati diverse volte insieme e lì ho capito la sua passione. Trovo altri ex calciatori che sono allenatori ma nei quali non trovo quell’empatia per un mestiere difficile”.

Sul ritorno di Bellingham ai massimi livelli, il tecnico ha commentato: “L’importante è che i giocatori stiano bene nei loro ruoli, è più importante quello che pensano loro. A volte bisogna far capire ai giocatori che bisogna fare qualcosa di diverso ma è importante il confronto”. Riguardo al confronto tra Mbappé e Lautaro, ha aggiunto: “Mbappé è Mbappé, Lautaro è Lautaro, due giocatori diversi. Anche se abbiamo 3 squalificati, sono 11 contro 11”.

Sulla formazione a centrocampo, Mourinho ha scherzato: “È dura, chi ha fatto il calendario delle partite magari è italiano”. Infine, sul suo approccio a Madrid: “Sembro più tranquillo ma sono sempre lo stesso”.