Sabato alle 18 l’Olimpico ospiterà lo scontro diretto tra le due uniche squadre ancora a punteggio pieno in campionato: Roma e Inter. Una sfida che evoca i grandi duelli dei primi anni 2000, quando tra il 2007 e il 2010 giallorossi e nerazzurri si contesero ripetutamente il titolo, con i milanesi sempre vincitori.

Secondo Repubblica, l’attesa per questo confronto è enorme. Le due formazioni rappresentano le due capitali d’Italia, quella politico-istituzionale e quella economico-finanziaria, con gli stadi San Siro e Olimpico come templi della Nazionale. Eppure, sottolinea il quotidiano, Roma e Inter si sono contese lo scudetto per davvero soltanto tre volte in cent’anni di storia. La vocazione dell’Inter a rimontare dopo essere andata in svantaggio potrebbe favorire lo spettacolo.

La Roma ha realizzato 12 reti subendone una sola e ha il capocannoniere Malen, a quota sei gol. L’Inter ha fatto riposare Lautaro Martinez, miglior marcatore dello scorso campionato, ma ha già quattro giocatori andati a segno almeno due volte. Tra gli uomini chiave figura anche l’altro Martinez, Josep il portiere in imbarazzo, oltre a Pio Esposito e Thuram, in crescita dopo il mondiale.

Sul fronte giallorosso, l’olandese volante segna e costruisce il gioco accanto a Dybala, che lo serve. C’è anche Pisilli, prodotto del vivaio presente ovunque in campo, e il nuovo centrale Leonardo Balerdi, argentino pressoché marsigliese non di primo pelo, ma affidabile.

Lo scontro mette di fronte anche i due allenatori: Chivu, ex giallorosso, al suo primo vero scudetto da tecnico, e Gasperini, che vorrebbe conquistare il titolo prima dei 70 anni. Quest’ultimo fu proprio nerazzurro, dove fallì rapidamente, il punto più buio di una carriera magnifica ma incompleta. Secondo Repubblica, cercherà almeno una rivincita contro chi lo mise in discussione e poi lo allontanò. Li dividono 22 anni e vite diverse, per non dire sogni e risvegli differenti.