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CHE FINE HA FATTO – “Mimmo” Kallon, il vice di Ronaldo e Vieri ha conseguito il patentino da allenatore con Thiago Motta

Il mondo del calcio è la sua vita, allenare ad alti livelli il suo sogno. Ma quel passato da riserva di Ronaldo...

Pasquale Formisano

"Campioni, meteore, mancate promesse e tanto altro: la storia dell’Inter è ricca di profili che, in un modo o nell’altro, hanno lasciato la propria impronta. Ogni squadra ha il suo Pelé brasiliano, ma non è escluso che possa avere anche il Pelé portoghese. La rubrica “Che fine ha fatto?” di Passioneinter.com rivela qual è stato il destino di chi è riuscito a lasciare la sua traccia e di chi invece è passato inosservato. Oggi è il turno di Mohammed "Mimmo" Kallon.

"Attaccante guizzante, con una marcia in più rispetto ai suoi coetanei, Kallon si mette subito in mostra fin da giovanissimo: ha solo 15 anni quando si registrano i suoi primi gol con la maglia dell' Old Edwardians, per poi andare subito in doppia cifra con il Tadamo Sour. Sono exploit importanti per un ragazzo che in Italia non potrebbe nemmeno guidare il motorino, e le prestazioni balzano subito all'occhio della dirigenza dell'Inter, che se ne assicura il cartellino.

"PRIMA DELL'INTER - Già, perché a dispetto di quanto in tanti credono la storia d'amore tra l'Inter e Kallon parte da lontanissimo, addirittura dal 1995, quando agli albori della prima era Moratti l'attaccante si trasferisce all'ombra del Duomo. Si tratta di un trasferimento solo metaforico in realtà, perché da questo momento il calciatore proveniente dalla Sierra Leone inizia una lunga trafila di prestiti: prima il Lugano, poi l'esordio in Italia con la maglia del Bologna, la discesa in Serie B con quella del Genoa e la prima doppia cifra nel bel paese, il ritorno in A con il Cagliari che vale anche le prime reti nella massima Serie, nella quale riesce a riconfermarsi anche nei due anni successivi con altrettante compagini, la Reggina prima e il Vicenza poi. Quella con l'Inter dietro le quinte della sua carriera sembra essere una storia solo platonica che rischia di non concretizzarsi mai, ma nell'estate del 2001 arriva finalmente la chiamata di Moratti e l'occasione della vita.

"ALL'INTER - Momento di grande fermento in casa nerazzurra ad agosto 2001: Cuper è il nuovo allenatore e sembra avere il carisma per costruire una squadra in grado di far sognare, Ronaldo torna a giocare dopo quasi due anni di stop, Vieri è al massimo della sua espressione da attaccante, Recoba aspetta la definitiva consacrazione, l'Inter richiama in rosa dal prestito Nicola Ventola, che anche ha mostrato le sue potenzialità da realizzatore in provincia, e nel Trofeo Bernabeu il team nerazzurro ha anche scoperto un nuovo prospetto di nome Adriano. In tutto questo calderone di attaccanti, però, la scena all'esordio ufficiale stagionale se la prende proprio Kallon: dopo anni di Inter passati in prestito il giovane centravanti vive un sogno alla prima vera partita nerazzurra realizzando una doppietta contro il Perugia di Serse Cosmi. Ne viene fuori una stagione oltre ogni prospettiva con ben 15 gol all'attivo, 9 in campionato e 6 in Coppa Uefa, ma con le lacrime del 5 maggio. Non si ripete l'anno successivo quando chiude l'annata solo con 5 reti in 17 apparizioni complessive e si fa ricordare più in negativo per il gol sbagliato nel recupero della semifinale di ritorno contro il Milan che poteva valere la qualificazione in finale, una botta anche psicologica che rappresenta la definitiva chiusura del suo periodo nerazzurro, che arriva ufficialmente nell'estate del 2004, dopo l'ultima stagione condita da sole 5 presenze.

"DOPO L'INTER - L'addio nerazzurro coincide con una nuova esperienza targata Monaco che rivitalizza la sua vena realizzativa almeno nella prima stagione, in cui colleziona 17 reti, poi per Kallon ricomincia la vita da giramondo che lo aveva contraddistinto prima dell'Inter: vola nel calcio saudita per vestire la maglia dell' Al-Ittihād nel 2005 e segna 20 gol, viene richiamato al Monaco ma non riesce più a ripetersi, vola in Grecia con l'AEK Atene, mette la bandierina anche negli Emirati Arabi, in Cina con lo Shaanxi, addirittura nello stato del Kerala. Poi, prima di appendere le scarpe al chiodo, l'ultimo colpo di scena: dopo una vita da giramondo torna in casa e si autotessera per il Kallon F.C., club che aveva acquistato nel 2002.

"CHE FINE HA FATTO - Il 2016 è l'anno dell'addio definitivo al calcio giocato, ma la vita di Kallon continua a vivere su un campo da calcio, questa volta seduto su una panchina: le sue esperienze da allenatore iniziano già nell'ultimo anno da calciatore, quano diventa il commissario tecnico della selezione Under 18 della nazionale Sierraleonese. La nostalgia per l'Italia però è troppo grande, e quindi nel 2017 decide di iscriversi al corso di Coverciano e consegue il titolo nel mese di Settembre, che gli permetterebbe di poter allenare fino alla Serie C e di essere allenatore in seconda in A e B; la sete di conoscenza e di ambizione non si placa e tre mesi fa, a fine 2020, riesce a conseguire il patentino UEFA Pro, massima abilitazione riconosciuta a livello europeo per un tecnico , superando l'esame nella stessa sessione dell'attuale allenatore della Juventus Andrea Pirlo e al campione del mondo 2006 Luca Toni, anche se il voto più alto del corso lo consegue un'altra vecchia conoscenza dei colori nerazzurri: l'eroe del triplete Thiago Motta.