TE LA RICORDI? – Inter-Atalanta 1998: quando il cuore di Kanu riprese a battere

Il 15 marzo 1998 San Siro applaudì il ritorno al gol dell’attaccante nigeriano, al termine di un lunghissimo calvario

di Pasquale Formisano, @Formigoal

15 marzo 1998: l’Inter di Gigi Simoni è in corsa sia sul fronte europeo, col cammino in Coppa Uefa che sta portando tante soddisfazioni, sia su quello italiano, dove si ritrova impegnata in un lungo testa a testa con la Juventus di Marcello Lippi. A San Siro, per la giornata numero 25 di campionato, arriva l’Atalanta di Emiliano Mondonico, compagine tutt’altro che abbordabile, che già all’andata aveva messo in difficoltà gli uomini di Simoni, lesti a sfruttare le occasioni migliori e a portarsi a casa i tre punti grazie alla zampata allo scadere di Taribo West. Ma la gara di San Siro sarebbe passata alla storia per un altro motivo…

DAL CUORE INFRANTO… – Il romanzo di Inter-Atalanta 1998 inizia infatti quasi due anni prima: nell’estate del 1996 Massimo Moratti, con l’intenzione di costruire un’Inter finalmente competitiva, ha scelto per l’attacco Nwankwo Kanu, nigeriano fresco vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atlanta 1996. Il patron nerazzurro mette sul piatto 8 miliardi di lire, ma il giorno delle visite mediche di routine si trasforma in tragedia: disfunzione cardiaca congenita e carriera da calciatore praticamente finita.

…AL CUORE D’ORO – A questo punto l’Inter avrebbe potuto anche interrompere il contratto per inadempienza, in quanto l’Ajax, precedente proprietaria del cartellino, non aveva provveduto a tener conto delle condizioni fisico-atletiche dell’attaccante. Ma Massimo Moratti mise a disposizione il suo di cuore, fatto di oro, pagando di tasca propria l’intervento chirurgico per la sostituzione della valvola aortica. L’operazione, eseguita in maniera magistrale, donò a Kanu una nuova speranza: tornare in campo era finalmente possibile.

L’ESPLOSIONE DI SAN SIRO – E ci torna in campo Kanu, nella stagione 1997/98; dal suo primo arrivo le gerarchie sono molto cambiate, con Youri Djorkaeff che si è già fatto apprezzare dal popolo di San Siro, con Zamorano sempre pronto a dar battaglia ma soprattutto con Ronaldo, detentore in carica del Pallone d’Oro, divenuto punta di diamante della compagine nerazzurra. Contro l’Atalanta di Mondonico la porta di Fontana si apre soltanto al minuto 65, quando il diagonale di Moriero, preciso e letale, si insacca in porta, ma la vera esplosione di gioia arriva al momento del raddoppio al 73′: Kanu addomestica di petto magistralmente un pallone spiovente dalla trequarti e poi castiga il portiere atalantino; un gol dal sapore speciale, perché giunto alla fine di uno dei più lunghi calvari che la storia del calcio abbia mai potuto raccontare. A completare la sfida sono Ronaldo e Cauet, ma quel giorno l’Inter scoprì di avere un cuore in più. Che da allora pulsa sempre, anche a anni di distanza, sangue nerazzurro.

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