TE LA RICORDI? – Inter-Roma, una finale di Coppa Italia tra punizioni e profezie: quel bacio alla Coppa di Sinisa

Nel 2005 l’Inter torna a vincere un trofeo ufficiale dopo 7 anni di digiuno, nonostante i tanti investimenti di Patron Moratti

di Pasquale Formisano, @Formigoal

15 giugno 2005: il regolamento di Coppa Italia prevede ancora la finale doppia divisa in andata e ritorno quando San Siro si veste completamente di nerazzurro per la seconda sfida con la Roma, dopo il vantaggio considerevole maturato nel match dell’Olimpico, con lo 0-2 firmato dall’Imperatore Adriano. Si tratta di un periodo strano in casa Inter: dieci anni di presidenza Moratti, tanti miliardi di lire prima e milioni di euro poi investiti sul mercato ma pochi titoli e zero scudetti; nella bacheca nerazzurra un trofeo manca da ben 7 anni, quella favolosa Coppa Uefa alzata al Parco dei Principi il 6 maggio 1998, mentre l’ultima volta che l’Inter ha festeggiato tra le mura amiche risale addirittura agli sgoccioli dell’era Pellegrini, quando Wim Jonk, con un pallonetto delizioso, permise alla squadra di Giampiero Marini di imporsi sul Salisburgo e vincere la seconda Coppa Uefa della storia.

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FAME DI VITTORIE – Il Meazza gremito all’inverosimile mette in risalto ancora una volta la fame di vittorie del pubblico interista, che nel frattempo ha vissuto alcune tra le più grandi delusioni della sua storia, come l’eliminazione in semifinale di  Champions contro i cugini del Milan, senza perdere né all’andata né al ritorno, la finale di Coppa Italia e di Supercoppa perse contro la Lazio, oltre al clamoroso scivolone, sempre contro i biancocelesti, del 5 maggio 2002. Alcuni ex laziali di lusso, però, nel 2005 sono dal lato nerazzurro della barricata: Juan Sebastian Veron, Roberto Mancini, Sinisa Mihajlovic.

PRIMA LA PUNIZIONE… – Era stato proprio Mihajlovic, con due gioielli su punizione, a decidere la gara di campionato contro i giallorossi, in un match passato alla storia anche per “la conta” con cui lui e Adriano si giocarono un altro calcio piazzato. Il vecchio detto “non c’è due senza tre” trova conferma nel ritorno di Coppa Italia: il sinistro del difensore è potente, preciso, dolce per la tifoseria nerazzurra, letale per la compagine capitolina, si adagia prima sul palo e poi lentamente entra in porta, mandando in visibilio San Siro.

… POI LA PROFEZIA – La prima coppa degli anni 2000 la alza al cielo non il capitano Javier Zanetti, impegnato con la nazionale argentina, ma il suo vice Ivan Ramiro Cordoba. Nell’intervista post-partita Mihajlovic si gode il successo e ricorda: “Ai tempi della Lazio iniziò tutto con una Coppa Italia, poi ne uscì fuori un vero e proprio ciclo vincente”. Mai dichiarazione fu più profetica: nei successivi sei anni, infatti, l’Inter arricchisce la sua bacheca di 5 scudetti, 4 Supercoppe, 4 Coppe Italia, 1 Mondiale per club, 1 Champions League. A volte cambia repentinamente il vento. E soffia forte come una punizione di sinistro.

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