La sera di Inter–Bruges porta con sé una storia familiare destinata a fare rumore. Alla vigilia della partita a San Siro, La Gazzetta dello Sport ha intervistato Emanuele Tresoldi, padre di Nicolò, attaccante del Bruges che sarà in campo questa sera contro i nerazzurri.
«Emozione e orgoglio», ha detto il padre per descrivere le sensazioni di queste ore. «Nicolò piano piano sta raccogliendo i frutti del suo lavoro: ha faticato ad affermarsi perché non aveva il talento di un fuoriclasse o il fisico di un corazziere. Eppure, eccolo qua. Un padre non potrebbe desiderare di meglio.» Le radici della crescita del ragazzo affondano in Germania, dove la famiglia si era trasferita per il lavoro della madre, impegnata nel settore dell’aviazione civile. «A un certo punto sembrava che ci dovessimo trasferire a Liverpool. Invece ci toccò la sede di Hannover, dove Nicolò ha dimostrato di poter fare il calciatore.»
Nelle ultime settimane il dibattito sulla scelta della nazionale — Germania o Italia — ha occupato molto spazio. Emanuele Tresoldi ha chiarito che sarà il figlio a decidere, seguendo il cuore piuttosto che la convenienza tecnica. Nicolò avrebbe già promesso al commissario tecnico tedesco dell’Under 21 di completare il ciclo: gli mancano 2 gol per battere i record realizzativi della categoria. «Dopo l’Europeo si vedrà», ha aggiunto il padre.
Sul futuro in Serie A, la risposta è stata netta: «Il suo sogno è indossare la maglia del Milan. E se lo chiamasse l’Inter? Non sono affatto sicuro che accetterebbe. L’animo del tifoso potrebbe prevalere.» Emanuele Tresoldi è stato a sua volta calciatore professionista, con trascorsi da terzino in Serie A anche con l’Atalanta.