ESCLUSIVA – Adam Grapes e il colpo Lukaku: “Fa felici tutti, ma con qualche punto interrogativo”

ESCLUSIVA – Adam Grapes e il colpo Lukaku: “Fa felici tutti, ma con qualche punto interrogativo”

Il noto esperto di calcio inglese commenta l’arrivo del belga e non solo: “San Siro? Tanti inglesi vogliono venire a vederlo prima della demolizione”

di Lorenzo Polimanti, @oldpoli

Antonio Conte ha finalmente il suo grande attaccante. Al termine di una lunga trattativa l’Inter è riuscita a portare in nerazzurro Romelu Lukaku, il centravanti fortemente richiesto dal tecnico e nuovo acquisto più costoso della storia del club. Grande entusiasmo da parte dei tifosi, ma che cosa dobbiamo aspettarci dal colosso belga?

Ne abbiamo parlato con Adam Grapes, esperto di calcio inglese, che ai microfoni di Passioneinter.com ha parlato del nuovo rinforzo interista e non solo.

Ciao Adam, subito una domanda secca: che colpo ha fatto l’Inter con Lukaku?
“Sembra un acquisto che fa felici tutti quanti: i tifosi dell’Inter sono molto felici che è arrivato, ma anche dall’altro lato i tifosi dello United sono felici che è andato via. Un affare che fa bene ad entrambi – esordisce Adam Grapes -. La cosa su cui ho qualche dubbio è la cifra spesa, forse è un po’ troppo alta. Ma ormai il mercato sta andando così, con le cifre un po’ gonfiate”.

Cosa ti aspetti da lui?
“Guardando le statistiche di Lukaku al Manchester United, mi lascia un po’ perplesso il fatto che non abbia mai segnato contro le big 6, però in difesa di Lukaku posso dire che il modulo dello United non era mai disegnato in funzione sua: mentre all’Everton era il finalizzatore unico, allo United è stato diverso. Lui è un giocatore molto fisico, sono curioso di vedere cosa succederà negli scontri con i difensori italiani, quando magari li atterrerà : in Inghilterra l’arbitro farebbe giocare, c’è più spazio per i giocatori fisici. Sono curioso quindi di vedere Lukaku con il suo stile di gioco qui in Italia. Potrebbe essere un fattore per l’Inter, perché i difensori forse non sono abituati a giocare contro un giocatore del genere. Un trasferimento che in ogni caso mi lascia con qualche punto interrogativo, ma con molta curiosità”.

Un trasferimento che arriva al termine di una trattativa molto lunga. I tifosi dello United su Twitter dicevano che l’Inter non aveva abbastanza soldi per acquistarlo… Tu in Inghilterra che considerazione vedi nei confronti del club nerazzurro?
“Diciamo che come accade con le potenze di Francia e Germania, i tifosi inglesi ora vedono solo la Juventus. Vedono il campionato come Juventus contro altre 19. Ma c’è sempre grande interesse nei confronti delle squadre milanesi: ricordo che quando arrivò per la prima volta calcio italiano sulle tv inglesi, nel 1992, erano gli anni del Milan e poi ricordo che guardavo quel famoso Juventus-Inter con il fallo su Ronaldo. C’è tanto interesse ancora da parte degli inglesi e soprattutto c’è molto interesse sul discorso dello stadio San Siro, perché molti tifosi inglesi lo vedono come un tempio del calcio. In tantissimi vogliono venire a vedere lo stadio prima che venga abbattuto”.

A tal proposito, anche in Inghilterra, come in Italia, ci sono due correnti di pensiero: chi si schiera a difesa della tradizione e chi invece punta tutto sul futuro. Tu cosa ne pensi?
“L’Inghilterra qualcosa ha dovuto fare per forza perché la strage di Hillsborough sarebbe potuta accadere in qualsiasi altro stadio, quindi bisognava intervenire. Personalmente sarei stato un po’ più per rinnovare gli stadi esistenti, però adesso c’è grande entusiasmo per il calcio inglese e se prendiamo ad esempio il Southampton, per essere competitivo non poteva rimanere con uno stadio da 15mila posti…  Ripeto, sono più per la tradizione, però lo sport ora è un business e quindi lo stadio ora è un po’ meno bello per il calcio puro. Ma capisco che c’è bisogno di questi nuovi impianti…”.

Tornando al discorso Lukaku. Sulla sua scelta di venire all’Inter ha influito molto la presenza di Conte, anche lui reduce da un’avventura in Premier. Che ricordo ha lasciato in Inghilterra il tecnico?
“Ha lasciato un buon ricordo qua in Inghilterra, è andato su una delle panchine più difficili da gestire e ha fatto bene. Quando vai al Chelsea sai c’è sempre qualche potere sopra che ti mette sotto. Lo abbiamo visto con Mourinho, i calciatori possono fare cose che sono poco gradevoli per un allenatore. Secondo me faràbene all’Inter, ha una grande conoscenza del calcio italiano che non si può discutere e sicuramente l’avventura in Inghilterra gli ha portato altra esperienza e può far bene”.

Lukaku, Conte, l’arrivo di de Ligt, Sarri alla Juventus, Ancelotti al Napoli… La Serie A si sta riavvicinando alla Premier o il divario è troppo ampio?
“Diciamo che gli incroci tra le prime sono abbastanza equilibrati. Secondo me la differenza più marcata è con le squadre di medio-bassa classifica. Prendo ad esempio l’Empoli che sale in Serie A, non è come può essere il Norwich City che sale in Premier League. All’Empoli dal punto di vista economico non porta tanto andare in Serie A quanto al Norwich andare in Premier. Tra Premier e Serie A c’è ancora troppo squilibrio secondo me nella parte medio-bassa”.

Chiudiamo quindi con uno sguardo alla Premier. Che campionato ti aspetti dopo questo mercato appena concluso?
“Come la Serie A, la Premier è divisa in varie categorie. Facendo una previsione, dico che un paio di mesi fa l’Arsenal era la sesta potenza del calcio inglese, ora dopo gli ultimi acquisti hanno sistemato un po’ la difesa e avendo già un buon attacco, per me potrebbe essere la sorpresa stagionale. Non dico che vincerà il titolo, però forse quest’anno riuscirà a tornare a chiudere il campionato sopra il Tottenham. Quest’anno magari il potere del North London potrebbe tornare a spostarsi verso l’Arsenal. Nel gruppo delle squadre che sono tranquille in classifica, una formazione che potrebbe andare un po’ più in alto potrebbe essere invece il West Ham”.

La redazione di Passioneinter.com ringrazia Adam Grapes per la consueta simpatia e la disponibilità.

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