Accadde Oggi – Aspettando il derby d’Italia: 2 marzo 2016, l’Inter di Mancini sfiora la rimonta sulla Juventus in Coppa Italia

Accadde Oggi – Aspettando il derby d’Italia: 2 marzo 2016, l’Inter di Mancini sfiora la rimonta sulla Juventus in Coppa Italia

Oggi in Lega Calcio è rissa sulla data del recupero

di Lorenzo Della Savia

Situazione politico-organizzativa attuale del calcio italiano: è lunedì mattina, mercoledì prossimo l’Inter dovrà giocare una partita e – sino a ieri sera – ancora non sapeva contro chi. La storia la conoscete tutti: c’è che la Lega Serie A, con la sua decisione di rinviare tutte quelle partite inizialmente previste a porte chiuse, ha creato tutto il casino di cui si è discusso ieri, e non solo ieri: perché del ‘caos coronavirus’, ormai, imbarazza anche il solo discuterne. Alcune persone vengono contagiate, altre guariscono, e solo poche elette (perlopiù persone anziane con patologie pregresse) ne muoiono come si muore anche d’influenza: il caos nazionale esiste solo nella testa di chi – a furia di spettacolarizzare all’inverosimile un virus pauroso solo perché ignoto – ha creato il vero caos sociale. Oltreché in chiunque, semplicemente, si sia fidato dei suddetti.

Morale: l’Inter – sino a ieri sera certa di dover giocare, mercoledì prossimo, il ritorno della semifinale di Coppa Italia – si è vista azzerare le proprie certezze da una contromossa della Lega, tesa a schivare l’iniziale mossa del rinvio che le è tornata indietro come un boomerang: sì, perché l’ipotesi paventata – e solo paventata – nella serata di ieri era quella di far slittare le semifinali di Coppa Italia per consentire lo svolgimento, nella stessa data, di Juventus-Inter, il famoso recupero della famosa sfida di campionato di cui nessuno ha realmente capito, al di là delle motivazioni ufficiali, perché fosse così improponibile giocare ieri sera. Cosa che – immaginiamo – avrebbe costretto Conte a settimana in corso a cambiare partita da preparare, e che avrebbe fatto felice, dall’altra parte, Gattuso che avrebbe potuto preparare con calma la prossima partita di campionato col Verona.

Il derby d’Italia al posto di una semifinale di ritorno di Coppa Italia, ecco qual era stata la trovata finale – subito abortita per manifesta improponibilità – della Lega Serie A e del suo presidente Paolo Dal Pino dopo l’infuocata giornata di ieri: in cui la gara a dimostrare chi fosse stato più danneggiato dal rinvio delle partite aveva già fatto segnare che – almeno in quanto a questo primato – contro l’Inter non ci fosse competizione, considerato il calendario che i nerazzurri si troveranno a dover gestire nella fase decisiva della stagione.

La semifinale di ritorno, il derby d’Italia. Un filo rosso che leghi queste due cose – almeno nella storia recente dell’Inter – c’è, e può essere utilizzato dai nerazzurri per fare della rievocazione, nonché per caricare un po’ tutto l’ambiente: attuare quella cosa che – come si dice – consisterebbe nel trasformare la rabbia in energia positiva. L’evento in questione risale al 2 marzo 2016: a San Siro c’è Inter-Juventus (non Juventus-Inter, in questo caso), ed è la semifinale di ritorno della Coppa Italia di quella stagione (non ci furono semifinali rinviate, in questo caso). Una semifinale cui l’Inter si presenta senza nulla da perdere, ché all’andata, allo Juventus Stadium, aveva già subito un pesante 3-0: all’apparenza – solo all’apparenza – disputare la sfida di ritorno, per la Juventus, rappresenta solo una formalità: però comincia male. Ad inizio partita, un disimpegno immediatamente sbagliato in difesa favorisce il vantaggio dell’Inter con Brozovic, e per il resto la cronaca della partita è più conosciuta della cronachetta da coronavirus e della baraonda di questi giorni. Traversa di Ljajic dopo un altro disimpegno sbagliato della Juventus, e dal secondo tempo per i bianconeri sarà terrore.

Terrore quando Perisic raddoppia innescato da un cross basso di Eder. Terrore quando – sempre Perisic – viene messo giù in area da Rugani, con l’arbitro insensibile (pardon, inflessibile) ad accordare il calcio di rigore nei confronti dell’Inter, poi trasformato – qui con un brivido anche tra i nerazzurri – da Marcelo Brozovic. Dopo 90 minuti il punteggio è di 3-0: l’Inter ha ripagato la Juventus con la stessa moneta dell’andata, e potrebbe già andare bene così. Peccato che ci sia una finale da conquistare, motivo per cui nei tempi supplementari gli schemi saltano sin da subito: i due vice-portieri danno il meglio di loro stessi – Neto para da una parte, Carrizo sventa dall’altra – e il risultato non si schioda: 3-0, che in realtà vuol dire 3-3, che in pratica vuol dire calci di rigore. Dove, in questo caso, ad avere la meglio sarà la Juventus: traversa di Palacio, gol di Bonucci. E’ l’ultima diapositiva di quella partita da San Siro.

La serata scema con le immagini dei calciatori bianconeri che si abbracciano sul terreno del Meazza ed è quasi un peccato che – così a stretto giro rispetto a questa ricorrenza – il derby d’Italia non si possa giocare mercoledì: avremmo forse visto una partita simile, ma con due differenze. La prima: non sarebbe stata in casa, ma in trasferta, con lo stadio – per l’occasione – accuratamente riempito con gli spettatori che ieri sera non ci sarebbero stati. La seconda: al posto di riaprire una semifinale di Coppa Italia, ci sarebbe stato da riaprire un campionato. Che qualcuno sta cercando di abbattere a picconate.


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