Ancelotti sul Coronavirus: “Stop Premier: era ora! Grande rispetto per medici ed infermieri”

Ancelotti sul Coronavirus: “Stop Premier: era ora! Grande rispetto per medici ed infermieri”

Il tecnico del Tottenham sulle pagine della rosea parla dell’emergenza che ha colpito anche la Premier League

di Giuseppe Coppola

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’ex tecnico di Napoli e Milan Carlo Ancelotti, oggi all’Everton, ha parlato dell’emergenza Coronavirus che ha colpito anche la Premier League, raccontando il suo punto di vista sulla questione ed analizzando anche la situazione italiana.

STOP ALLA PREMIER – “Era ora. È stata una decisione giusta e corretta di fronte allo scenario di queste ultime ore. Non si poteva andare avanti. La salute è la priorità. Per tutti: squadre, tifosi, media, lavoratori impegnati nel calcio. Noi, in teoria, dovremmo rimetterci al lavoro il 22 marzo, ma se la situazione generale dovesse peggiorare, come si può pensare alla ripresa del lavoro? Non conteranno le esigenze del calcio, ma la salute delle persone. Se ancora il Coronavirus sarà in piena esplosione, il calcio non potrà ripartire”

ITALIA – “L’Italia è stata costretta a capire che, in questo momento, basta con le cazzate e con le leggerezze. Bisogna rispettare le direttive e ascoltare chi ha la competenza per emanare delle regole. Ci sono ordini ben precisi e vanno eseguiti. Bisogna rispettare se stessi, gli altri e le persone che sono al fronte in questa guerra. Provo profondo rispetto e ammirazione per medici, infermieri, volontari”

ALLENATORI – “Con chi c’è un rapporto umano? Mourinho: José è un personaggio di spessore, uno sincero. È così come lo vedi. Guardiola, con lui si scambiamo impressioni di calcio. Massimiliano Allegri, un uomo concreto e corretto.Tra noi c’è sintonia perché sappiamo quali siano le difficoltà del mestiere e la solitudine in cui ti trovi quando devi compiere scelte particolari, o vivi momenti difficili”

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