24 Luglio 2019

Barella: “Che emozione l’esordio, con Conte l’obiettivo è sempre vincere. Idolo? Stankovic”

Le parole del neo acquisto dell'Inter Nicolò Barella

Nell’amichevole di sabato contro il Manchester United è arrivato anche il momento dell’esordio di Nicolò Barella. Il centrocampista dell’Inter ha giocato soltanto uno spezzone di gara nel finale ma ha già dimostrato di poter diventare un punto fermo del centrocampo di Antonio Conte, grazie soprattutto alla sua grinta. Dell’esordio e degli obiettivi suoi e della squadra, ha parlato l’ex Cagliari ai microfoni del Corriere dello Sport:

ESORDIO – “Una bella emozione, la società mi ha voluto fortemente e io volevo giocare qui allo stesso modo. Aspettavo da tanto questo momento, e finalmente è arrivato. Acquisto più pagato? Sicuramente uno stimolo a fare sempre meglio, ma le valutazioni del passato erano differenti, basti pensare a Vieri 20 anni fa. Prima c’erano giocatori che in proporzione valevano più di me”.

AMBIZIONE – “L’Inter mi ha convinto con un progetto molto ambizioso come lo sono io. E’ sempre stata la prima scelta e credo sia la società perfetta dove crescere. Con il Cagliari ho fatto bene e ho conquistato la Nazionale, ed è stato un onore. Ma ora inizia un nuovo capitolo della mia vita. Inter più italiana? Non entro nel merito ma per il gruppo è meglio. Per ora tutti gli italiani che sono qui come D’Ambrosio, Ranocchia, Politano e Gaglardini mi hanno dato una bella mano ad ambientarmi. Poi c’è Radja che è un amico, è stato adottato da Cagliari, ci siamo frequentati e gli voglio davvero bene”.

OBIETTIVI – “Sicuramente migliorare il piazzamento della scorsa stagione, ma quando hai un allenatore vincente come Antonio Conte in panchina l’obiettivo non può essere altro che vincere. La Juve resta la favorita perché sono una grande squadra ma non sarà facile, hanno cambiato anche loro allenatore che porterà nuove idee. Terremo il loro passo”.

IDOLO STANKOVIC E CARATTERISTICHE – “Ho sempre cercato di interpretare il ruolo alla Stankovic, in campo si va sempre a 100 all’ora senza risparmiarsi mai. In più lui aveva anche un gran tiro da fuori, cosa che gli ho sempre invidiato. Potremmo creare il centrocampo italiano con Sensi e Gagliardini, ci sono conosciamo bene, ma Brozovic è troppo importante per squadra e la sua assenza peserebbe. Vorrei fare più gol. L’anno scorso ho segnato solo una rete ma ho colpito ben cinque pali. Spero di dare una mano con corsa e con gol”.

NUMERO DI MAGLIA – “Non so se sarà il 24, l’ho preso perché è il giorno in cui è nata la mia prima bambina Rebecca. L’altra, Lavinia, è nata il 18 ed è il numero che avevo a Cagliari. Me lo diede il presidente Giulini perché mi avrebbe portato fortuna, e così è stato”.

INTER IN FAMIGLIA E PASSIONI – “Alcuni miei zii e cugini sono interisti ma mio padre tifa Cagliari. Ora tiferà Inter per me ma seguirà con il cuore i rossoblù. Diciamo che è stata una cosa ingigantita. Amo i cani e il mio l’ho chiamato LeBron per un motivo: amo LeBron James. Tatuaggi? Ne ho dieci, ho spazio per un trofeo. L’unico che ho legato al calcio per ora è il gol in rovesciata in Nazionale”.

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