Coronavirus, le coppe europee continuano, ma fino a quando? Serve una presa di posizione netta

Coronavirus, le coppe europee continuano, ma fino a quando? Serve una presa di posizione netta

Tutto il calcio italiano si è fermato e anche le singole federazioni stanno valutando provvedimenti restrittivi. La Uefa esita, ma serve una decisione rapida per evitare risvolti drammatici

di pietromagnani

Il Coronavirus si sta impossessando rapidamente dell’Europa, alzando muri e barriere che, data la situazione, paiono le uniche vie percorribili. Il calcio italiano si è fermato, così come la quasi totalità delle attività del paese, nel cercare di arginare una minaccia che ormai pare evidente e drammatica. Tuttavia, come sottolineato oggi dalla La Gazzetta dello Sport, il silenzio della Uefa sulla questione permane, ed è assordante. Perché se le singole federazioni, o i governi, hanno voce in capitolo entro i propri confini, la massima organizzazione europea calcistica dovrebbe dare dei dettami univoci da seguire e sarà, volente o nolente, presto chiamata a intervenire dalle inevitabili critiche.

Per ora la Champions League e l’Europa League proseguono come da programma, con le società italiane impegnate libere di giocare nonostante lo stop al campionato, pur con numerosi eventi, come Inter-Getafe, a porte chiuse. Una scelta piuttosto curiosa ed incoerente, che potrebbe resistere ancora per poco. Visto che, nonostante le ostentazioni di ottimismo e cautela, molto simili a quelle sentite fino a qualche settimana fa in Italia, anche Germania, Francia e Spagna rischiano l’esplosione di casi avuta nel nostro paese. Senza contare che una competizione dal bacino enorme come un campionato di calcio europeo, ad oggi, rimane in programma senza tanti patemi.

Cosa si aspetta quindi ad una presa di posizione netta e, soprattutto, efficace? Aspettare peggiora solo una situazione che, già ora, assume proporzioni preoccupanti. La Uefa per ora tace e prende tempo, ma fino a quando sarà lecito ignorare il pericolo e mettere a repentaglio la salute di giocatori e addetti ai lavori? Stipendi milionari e status di eroi non li rendono immuni a questa minaccia. Gli interessi economici dovrebbero passare in secondo piano di fronte a certi pericoli.

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