Cruz: “Due anni fa in tanti mi chiedevano di Lautaro ed erano scettici. Messi? Vorrei tanto vederlo in nerazzurro”

Cruz: “Due anni fa in tanti mi chiedevano di Lautaro ed erano scettici. Messi? Vorrei tanto vederlo in nerazzurro”

El jardinero racconta alcuni retroscena legati al Toro Martinez

di Antonio Siragusano

Seconda parte dell’intervista per Julio Ricardo Cruz sulle pagine del Corriere dello Sport. Dopo aver parlato di coronavirus e progetti futuri legati alla sua famiglia nel corso della prima parte, l’ex centravanti dell’Inter legatissimo all’Italia svela un retroscena risalente a qualche anno fa sui primi contatti da parte di numerosi club nei confronti di Lautaro Martinez. Ecco l’intervista dell’ex calciatore:

Va detto che gli ci volle anche tanta pazienza per il tempo che ci mettesti per diventare costruttivo. 
“Quando cambi realtà, campionato, modo di allenarti non è mai facile. Poi in Italia c’è molta tattica e ci vuole tempo per digerirla. Te ne racconto un’altra…”. 

Chi riguarda questa volta? 
“Lautaro Martinez. Due anni fa venni a Milano e tanti mi chiesero un parere su Lautaro. Gli dissi che era un attaccante straordinario e che bisognava solo aspettarlo. Sarà stata anche una mia impressione ma notai un po’ di scetticismo. Chi pretende che un giocatore arrivi in Italia e sfondi subito, capisce poco di calcio. Vi ricordo che da voi ha fallito un certo Thierry Henry”. 

Allora anche il Bologna e Bologna devono avere pazienza per Nicolas Rodriguez…
“E un grandissimo centrocampista, sa fare tutto, anche gol. La nazionale argentina è piena di stelle e se Scaloni lo sta chiamando con continuità vuol dire che crede in Dominguez. Da argentino gli do un consiglio: ascolti Sinisa e stia vicino a Palacio, che è ancora un attaccante eccezionale”

Ascolta, per qualche attimo ruba la panchina a Scaloni: come costruiresti l’attacco dell’Argenina?
“Messi dietro a Lautaro e Icardi. O magari Aguero al posto di Icardi”.

Lasceresti fuori Dybala?
“Dybala è un fuoriclasse ma lo lascerei fuori per due motivi. E’ l’attaccante che più si avvicina a Messi e poi perché come prima punta io vedo sempre un uomo da area di rigore, che abbia tanti gol addosso e giochi anche per la squadra”. 

Tu credi che Messi stia facendo un pensierino all’Inter, anche alla luce del caos societario al Barcellona? 
“Vorrei tanto che un giorno si vestisse di nerazzurro, lo vorrei anche per il mio amico Massimo Moratti che non ha mai nascosto il suo desiderio di portarlo a Milano. Ma ti dico la verità, faccio una grande fatica a vedere Messi lontano dal Barcellona”. 

E il ritorno di Gonzalo Higuain in Argentina come lo vedresti?
“Non me lo spiegherei. Gonzalo è ancora giovane, per quale motivo non dovrebbe restare a giocare in Europa. E poi alla Juventus sta facendo male? Ce ne fossero di Higuain in giro”.

Dimmi un attaccante italiano che metti tra i grandi d’Europa?
“Ciro Immobile. E’ una forza della natura, lotta sulle prime e sulle seconde palle, gioca per la squadra, in area è un’iradiddio, fa tantissimi gol. Ciro meriterebbe di giocare in tutte le grandi squadre di Champions League, anche s e va sottolineato come questa Lazio del mio amico Simone Inzaghi sia diventata una grandissima squadra”.

Simone, con il quale hai giocato insieme anche alla Lazio
“È un ragazzo meraviglioso che merita tutte le gioie del mondo. Ed è anche un grandissimo allenatore, perché la Lazio gioca a memoria, sembra un orologio svizzero per quanto è precisa. Simone e Mihajlovic sono stati due compagni meravigliosi, voglio bene a tutti e due. Fammi dire una cosa: la Lazio ha reso ancora più complicata la vita della Roma, che già aveva avuto i suoi guai prima con gli addii al veleno di Totti e De Rossi e poi per le polemiche societarie. Secondo me la Roma ha tanti giovani di qualità ma a livello ambientale sta anche pagando la forza e la crescita della Lazio in questi ultimi anni”.

È un’impressione o non sei deluso dalla Roma?
“No, devi guardare anche chi ha davanti, e Juventus, Inter e Atalanta, ad oggi sono più forti”.

Come, anche l’Atalanta è più forte?
“L’Atalanta ha stracciato il Valencia e non arrivi tanto lontano in Champions League se non hai grandi potenzialità. Nel calcio non fai niente e non ottieni niente per caso. Zapata, Ilicic e Gomez sono straordinari, poi c’è Gian Piero Gasperini che sta all’Atalanta come Simone sta alla Lazio”.

E del Napoli cosa pensi?
“Ecco, non nascondo che mai me lo sarei aspettato tanto in basso, dopo che per due anni è stata la squadra che più ha creato problemi alla Juventus. Non so cosa sia successo con Ancelotti, per fortuna ora Gattuso lo sta riportando dove merita, considerato che anche il Napoli ha tanti grandi giocatori”.

Julio, pensi che il campionato debba o non debba ripartire? 
“Da uomo di calcio sono in difficoltà. Con questo maledetto coronavirus è come se il tempo si fosse fermato e a questo punto deve riprendere a correre solo dal giorno dopo”. 

Dal giorno dopo cosa, spiegati meglio. 
“Il giorno dopo che sono finiti i contagi. Il campionato può anche riprendere, faccio il tifo che riprenda, ma deve farlo in totale sicurezza, con tutti gli accorgimenti possibili e immaginabili, perché la salute deve essere messa sempre davanti a tutto e a tutti. E’ vero, il sistema calcio può andare in crisi se i campionati non vengono terminati ma il calcio non morirà mai, invece una persona può farlo in un minuto e nessuno poi le restituirà la vita”. 

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