Emergenza Coronavirus – I suggerimenti della FMSI per i calciatori

Emergenza Coronavirus – I suggerimenti della FMSI per i calciatori

Ecco come evitare il contagio

di Davide Ricci, @davide_r22

In un Paese in ginocchio per l’emergenza Coronavirus che ha costretto il Governo a chiudere le scuole fino al 15 marzo, la Federazione Medico Sportiva Italiana è entrata nel merito per evitare il contagio tra gli sportivi e dunque anche tra i calciatori di Serie A.

Con un comunicato la FMSI ha suggerito agli sportivi come evitare il contagio:

1) Non bere dalla stessa bottiglietta/borraccia/bicchiere né in gara né in allenamento, utilizzando
sempre bicchieri monouso o una bottiglietta nominale o comunque personalizzata, e non scambiare con i
compagni altri oggetti (asciugamani, accappatoi, ecc.).
2) Evitare di consumare cibo negli spogliatoi.
3) Riporre oggetti e indumenti personali nelle proprie borse, evitando di lasciarli esposti negli spogliatoi
o in ceste comuni.
4) Buttare subito negli appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati come cerotti,
bende, ecc.
5) Lavarsi accuratamente le mani il più spesso possibile: il lavaggio e la disinfezione delle mani sono
decisivi per prevenire l’infezione. Le mani vanno lavate con acqua e sapone per almeno 20 secondi e poi,
dopo averle sciacquate accuratamente, vanno asciugate con una salvietta monouso; se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol al 60%.
6) Evitare, nell’utilizzo di servizi igienici comuni, di toccare il rubinetto prima e dopo essersi lavati le
mani, ma utilizzare salviette monouso per l’apertura e la chiusura dello stesso.
7) Favorire l’uso di dispenser automatici con adeguate soluzioni detergenti disinfettanti, sia negli
spogliatoi, sia nei servizi igienici.
8) Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate.
9) Coprirsi la bocca e il naso con un fazzoletto -preferibilmente monouso- o con il braccio, ma non con
la mano, qualora si tossisca o starnutisca.
10) Arieggiare tutti i locali il più spesso possibile.
11) Disinfettare periodicamente tavoli, panche, sedie, attaccapanni, pavimenti, rubinetti, maniglie, docce
e servizi igienici con soluzioni disinfettanti a base di candeggina o cloro, solventi, etanolo al 75%, acido
paracetico e cloroformio.
12) In caso di attività sportiva in vasca, richiedere un costante monitoraggio dei parametri chimici (cloro
o altre soluzioni disinfettanti) e dei parametri fisici (tra cui, il pH o la temperatura, che influisce sul livello di clorazione).
13) Gli atleti che manifestino sintomi evidenti di infezione respiratoria in atto e/o febbre devono
immediatamente abbandonare il resto della squadra – e, possibilmente, isolarsi – e avvisare il medico sociale nelle squadre professionistiche o il responsabile medico della federazione nei raduni federali, che provvederà a rivolgersi – se ne sussistesse l’indicazione – al Numero 112 o al Numero 1500 del Ministero della Salute operativo 24 ore su 24, senza recarsi al Pronto Soccorso. In tutte le altre categorie, l’atleta -fermo restando che deve immediatamente abbandonare il resto della squadra e, possibilmente, isolarsi – deve rivolgersi telefonicamente al proprio medico curante (Medico di medicina generale per gli adulti, Pediatra di libera scelta per i minori), che potrà invitare l’atleta stesso a rivolgersi al Numero 112 o al Numero 1500 del Ministero della Salute operativo 24 ore su 24, senza recarsi al Pronto Soccorso.
14) Per chi non fosse ancora vaccinato contro l’influenza, consigliare il più rapidamente possibile il
vaccino antiinfluenzale, in modo da rendere più semplice la diagnosi e la gestione dei casi sospetti.
Da monitorare anche la sintomatologia gastrointestinale (non necessariamente tipica).
15) Informarsi dagli atleti e dal personale societario se ci sono stati eventuali contatti in prima persona o
all’interno del proprio ambito familiare con persone rientrate da zone a rischio o in quarantena.
16) Utilizzare la visita medico-sportiva quale fondamentale strumento di screening, attraverso un’attenta
anamnesi ed esame obiettivo per l’individuazione di soggetti potenzialmente a rischio immunitario o con
sintomatologia.
17) In caso di raduni nazionali di atleti o di manifestazioni di circuito internazionale autorizzate anche
all’estero, prevedere sempre la presenza di un Medico di Federazione che possa valutare clinicamente, a
livello preventivo, tutti i partecipanti, identificando eventuali soggetti a rischio e adottando le più idonee
misure di isolamento, seguendo adeguate procedure gestionali secondo gli indirizzi del Ministero della
Salute.
18) Con riferimento ai Medici Sociali e, in particolare, a quelli delle squadre professionistiche o degli atleti professionisti ai sensi della Legge 23 marzo 1981, n. 91 e comunque di tutte quelle Società i cui atleti svolgono attività a livello internazionale, monitorare con attenzione i Paesi verso cui si è diretti o da cui si rientra, secondo le indicazioni del Ministero della Salute.


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