ESCLUSIVA – Coronavirus, i rimpianti di Ramiro Aldunate per la Spagna: “Decisioni tardive, dovevamo ispirarci all’Italia”

ESCLUSIVA – Coronavirus, i rimpianti di Ramiro Aldunate per la Spagna: “Decisioni tardive, dovevamo ispirarci all’Italia”

Il giornalista di Marca racconta l’emergenza Coronavirus vissuta dalla Spagna

di Giuseppe Coppola

Il Coronavirus tiene sotto scacco tutto il mondo del calcio. Non c’è solo l’Italia tra le realtà paralizzate dall’emergenza: tutti, o quasi, i maggiori campionati europei sono costretti a fare i conti con l’allarme per il Covid-19. Anche la Uefa è stata costretta a correre ai ripari: rinviate le gare di Champions ed Europa League, con l’Inter sempre in attesa di affrontare il Getafe, e soprattutto con Euro 2020 costantemente a rischio.

Il virus si sta diffondendo con ferocia anche in Spagna, dove la Federazione ha scelto di sospendere i campionati di Primera e Segunda Division per due giornate. E’ di oggi inoltre la notizia relativa al contagio di Garay, difensore del Valencia, e di altre quattro persone tra prima squadra e tecnici del club spagnolo. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza e la nostra redazione di Passioneinter.com ha scelto di contattare in esclusiva Ramiro Aldunate, giornalista di Marca. Il nostro collega di Barcellona, vicino alle vicende del club catalano, ha raccontato dal suo punto di vista umori e sensazioni relative alla diffusione del virus, con il mondo del calcio anch’esso in ginocchio.

Che idea ti sei fatto della sospensione dei campionati per l’emergenza Coronavirus?
“Mi sembra la decisione più sensata, considerando l’entità della crisi che stiamo affrontando nel nostro Paese in questo momento. Non ha senso continuare con il campionati mentre il Paese intero è costretto a restare confinato a casa”

Cosa ne pensi della situazione italiana? Come la stai vivendo dalla Spagna?
“Personalmente l’ho seguita dall’inizio perché mi è capitato di venire a Napoli per la partita di Champions League contro il Barcellona ed in quei giorni stava iniziando la crisi. Seguo tutto con attenzione e credo che, come la maggior parte degli spagnoli, sia stata sottovalutata sin dall’inizio. Pensavamo che fosse una semplice influenza o poco più ed ora stiamo vedendo che non è così”

Qual è la situazione invece in Spagna? Cosa pensi della gestione dell’emergenza da parte del Paese?
“Ho la sensazione che, provando ad evitare che potesse regnare il panico tra la gente, le decisioni siano state prese tardi. Bisognava comportarsi avendo come riferimento l’Italia, anticipando così gli eventi, ma la realtà è che siamo stati passo passo dietro i fatti. Inoltre, il nostro Paese ha una particolarità: ogni comunità autonoma ha il suo sistema sanitario ed il suo sistema organizzativo per le emergenze, per questo è complicato riuscire a gestire qualcosa del genere quando un Paese è formato da tante piccole “micronazioni”. Per questo si è arrivati oggi allo stato di emergenza, in modo che il governo centrale possa farsi carico della situazione”

Aveva dunque ragione il presidente del Getafe a non voler portare il suo club in Italia?
“Secondo me si, ci sono infatti delle situazioni che vanno considerate come prioritarie, sono un livello più in alto rispetto al calcio”

Possibile che il mondo del calcio spagnolo abbia scelto di muoversi quando l’emergenza ha riguardato grandi club, come nel caso del Real Madrid?
“No, non credo. La conferma di giocatori positivi nel Real Madrid di basket è arrivata con la crisi già avanzata. Non credo che la situazione dei Blancos abbia cambiato qualcosa”

Ringraziamo Ramiro Aldunate per la cortesia e la disponibilità dimostrate nel corso della nostra intervista

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