ESCLUSIVA – Sarci (ex Anderlecht) racconta Lukaku: “E’ perfetto per Conte, sostituirà Icardi alla grande. A 16 anni capocannoniere, ma in allenamento…”

ESCLUSIVA – Sarci (ex Anderlecht) racconta Lukaku: “E’ perfetto per Conte, sostituirà Icardi alla grande. A 16 anni capocannoniere, ma in allenamento…”

La redazione di Passioneinter.com ha contattato l’ex Responsabile Tecnico del settore giovanile del club belga, per parlare dell’attaccante vicino all’Inter: “Sarà dura vederlo in coppia con Dzeko: gli serve qualcuno vicino che lo aiuti, come Lautaro”

di Daniele Najjar, @Daniele_najjar

Lukaku si avvicina: sono ore calde per vedere all’Inter nella prossima stagione l’attaccante belga del Manchester United, che non ha di certo nascosto di gradire l’ipotesi di un trasferimento in nerazzurro sotto la guida di Antonio Conte.

In attesa di scoprire se il mercato lo porterà per davvero a Milano, la redazione di Passioneinter.com ha contattato in esclusiva Massimo Sarci per parlare con lui del centravanti classe 1993 e conoscerlo un po’ meglio. Sarci è un metodologo di origine siciliana, che nel corso della sua carriera ha ricoperto posizioni importanti all’interno del settore giovanile dell’Anderlecht, squadra che ha lanciato Lukaku. Responsabile tecnico del progetto di sviluppo Golden Team Anderlecht e Collaboratore della squadra Primavera, con cui ha contribuito a lanciare e valorizzare giocatori del calibro di Dennis Praet e Jordan Lukaku, fratello di Romelu che oggi gioca alla Lazio. Oggi pur non essendo più nei ranghi ufficiali della società, Sarci attraverso la Golden Team Academy collabora con il club belga, con il quale condivide la filosofia di crescita e formazione dei giovani calciatori.

“Lukaku da noi ha cominciato tardino” – esordisce Sarci – “, sui 14 anni, quando lo abbiamo prelevato dal Lierse. Da lì l’ho seguito nell’Accademy dell’Anderlecht, anche se solo come istruttore ‘esterno’, senza mai averlo allenato direttamente, pur vedendolo da vicino giocare ed allenarsi. Lui per l’Anderlecht è un po’ anomalo: da piccolino non aveva il talento che aveva, per esempio, Eden Hazard. E’ stato davvero costruito dall’Anderlecht”.

Quando lo hai incrociato la prima volta?

“Quando lui era nella categoria Giovanissimi, secondo anno. Facevamo le condivisioni tecniche ed andavo a vedere gli allenamenti, anche se non lavoravo per l’Elite dell’Anderlecht, ma per l’Accademy. Si parlava di questo ragazzo che già era ben strutturato per l’età, anche se tecnicamente non era proprio il migliore della squadra. E’ stato molto costruito dalla metodologia del club: è stato quello che gli ha fatto fare il salto di qualità. I due destini si sono incrociati al momento giusto. Si parlava di lui già al tempo perché faceva passi da gigante: si allenava con una tenacia ed una grinta non comune per quell’età. Ha lavorato molto per arrivare dov’è, che nel tempo si è perfezionato, partendo da un livello decisamente più basso”.

Ti ha stupito la sua crescita negli anni?

“E’ cresciuto tanto. Ma già nelle giovanili lo vedevi far gol di destro, di sinistro di testa, in tutti i modi. Di opportunismo, spalle alla porta: già al tempo mostrava questo tipo di attitudine. Dal punto di vista tecnico, coordinativo e della qualità però l’Anderlecht lo ha completato. Non è che mi abbia sorpreso la carriera: sapevo avrebbe fatto grandi cose. Mi ha stupito come sia cresciuto dal punto di vista del gioco con la squadra e della tecnica”.

Nel corso della carriera ci sono state stagioni in cui ha reso di più ed altre in cui ha fatto più fatica. Quale versione vedremo secondo te se si dovesse concretizzare l’affare con l’Inter?

“Lui è un giocatore che gioca sì con la squadra, ma che ha bisogno di essa. Se arrivasse all’Inter, spero per loro che trovino i giocatori giusti da mettergli ai lati, perché lui soffre molto quando viene isolato. Ha bisogno di qualcuno accanto. In un attacco a 3 può fare la differenza se ha giocatori vicino che rientrano e danno assistenza. Se gioca con due esterni molto larghi ed un trequartista vicino soffre molto: ha bisogno di appoggio. Conte comunque lo ha avuto e lo conosce, non gli sfuggirà di certo questo dettaglio”.

Collegandoci a questo: come lo vedresti in coppia rispettivamente con Lautaro Martinez ed Edin Dzeko, altro obiettivo per l’attacco nerazzurro?

“Con Lautaro ce lo vedo bene, con Dzeko invece la vedo molto dura. Lautaro è rapido e mobile. Le valutazioni ovviamente le fa Conte. Ma Dzeko gli assomiglia molto, anche se è più tecnico. Ha le stesse movenze, lo stesso modo di proteggere palla. Quando ho letto di Lukaku all’Inter e sapendo che già era fatta con Dzeko ho pensato’sapranno il fatto loro’. Ma ci sono anche le coppe ed alla lunga può tornare utile averli entrambi. Dovendo scegliere però lo farei giocare decisamente con l’argentino”.

Come vedi il suo adattamento al calcio italiano?

“Lo vedo bene. Insisto su un aspetto: lui è un belga atipico. E’ completo: destro, sinistro, testa. Se non sei così in Italia ti prendono le misure e fai fatica, perché siamo bravi in questo. Nella tattica di reparto, con i raddoppi e le difese preventive si prendono contromisure importanti. Uno con i suoi mezzi può fare davvero bene. Posto che devono mettergli i giocatori giusti accanto”.

Cosa ti ha colpito di lui nei tempi in cui lo potevi osservare da vicino?

“La cosa che mi colpiva era che era capocannoniere del campionato belga a 16 anni e mezzo, ma lo vedevi al centro sportivo come un ragazzotto normalissimo. E’ uno normale, semplice: ci potevi parlare e stare accanto anche quando ha acquistato fama. Vedendolo uscire dal campo d’allenamento, non gli avresti dato un euro: non pensavi di certo: ‘Questo è il capocannoniere del campionato belga’. E nel tempo è rimasto quello che era. In realtà ne avrei da raccontare di più sul fratello, che caratterialmente è l’opposto. Lui è quello più lineare, un ragazzo modello. Jordan invece era estroverso, vivace: per questioni di privacy non racconto aneddoti sui ritiri fatti assieme!”.

Potrà non far rimpiangere Icardi?

“Per i miei gusti ti dico che lo può sostituire alla grande. Come calciatore preferisco Lukaku ad Icardi, senza nulla togliere all’argentino. Difficilmente fa 25-30 gol. Sarebbe già un grande risultato arrivare a 15, conoscendolo, ma lui lavora molto per la squadra e tecnicamente è migliore: a Conte è questo che piace secondo me”.

LA REDAZIONE DI PASSIONEINTER.COM RINGRAZIA MASSIMO SARCI PER LA DISPONIBILITA’ E CORTESIA

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