Esposito: “Lukaku? Quando è arrivato mi conosceva già. Conte non dà solo bastone. Sul gol a San Siro…”

Esposito: “Lukaku? Quando è arrivato mi conosceva già. Conte non dà solo bastone. Sul gol a San Siro…”

Il giovane centravanti si presenta nella rubrica di Dazn

di Antonio Siragusano

E’ Sebastiano Esposito il protagonista della rubrica di Dazn ‘Piedi per terra’ dedicata alle giovani promesse del nostro campionato. Un bel salto nella vita del giovane centravanti dell’Inter, che rivela l’importanza della famiglia nel suo vivere quotidiano. Dall’amicizia nata con Romelu Lukaku sin dal primo giorno, al rapporto con un tecnico importante come Antonio Conte, ecco che Esposito racconta tutto. Le sue parole nella lunga intervista:

LA RIBALTA – “Se sono esposto adesso? Abbastanza, ma la vivo tranquillamente. Devo fare meno sbagli possibili proprio per questo. Le interviste? Bello raccontare il mio passato ed i miei sogni. Il calciatorese? Una cosa che viene spontanea e bisogna fare, raccontare se stessi sempre nei limiti”.

PREDESTINATO – “Il primo torneo vinto con l’Inter? Avevo 12, ho fatto doppietta ed ho dedicato il gol a mia mamma, è una cosa che faccio spesso, per me è importante. Quando ero piccolo sapevo di dover crescere in fretta, non ero come gli altri e loro non potevano fare le stesse cose mie. Giocare nell’Inter non è da tutti, dovevo sacrificarmi ma in cambio avevo tantissime soddisfazioni. Adesso mi sento tre anni in più”.

PRESSIONI – “Mio padre da calciatore ha fatto poco, ha fatto più da calciatore. Non mi ha creato pressioni perché ha vissuto il calcio, è sempre rimasto fuori e non è una cosa da tutti. Mi dà solo consigli da padre, al di fuori dal calcio”.

SCUDETTO – “Non so cosa significhi, piedi per terra”.

SAN SIRO – “L’ho visto prima dall’altra parte, cambia tutto, l’atmosfera… Quando sei in campo senti un tifo, una pressione straordinaria. Poi torni a casa con un bagaglio di emozioni incredibile. Non so spiegare cosa ho provato, un ragazzo sogna di giocare e provare queste emozioni. Vedo le facce della gente e mi vengono i brividi. Giusto vedere la tensione, ma non bisogna farsi trasportare”.

FASCINO – “Forse perché ho 17 anni e i tifosi mi vogliono coccolare. Prima del rigore li ho sentiti. Prima di calciare ho pensato: ‘Magari!’. Il rigore lo volevo calciare, ma è anche grazie ai tifosi e a Lukaku se l’ho fatto. Prima opzione era di tirare centrale, ma ho visto che Radu tentennava e infatti è partito un passo dopo”.

ESULTANZA – “L’abbraccio alla mamma arriva a fine partite, perché la mia famiglia era allo Sky Box ed ero sorpreso perché non sapevo fossero lì. Non li avevo fatto venire perché quando ho esordito in Europa League non c’erano. Poi quando venivano non entravo mai. Vivo ancora in convitto”.

FAMIGLIA – “Ho un ottimo rapporto con tutta la mia famiglia, ci vogliamo bene. Abbiamo fatto tanti sacrifici, sappiamo da dove siamo arrivati e dove vogliamo arrivare. Anche i miei fratelli piacevano al Brescia ed hanno deciso di portare tutti su. Devo ringraziare Clerici che a Brescia è stato come un secondo padre e purtroppo non c’è più”.

LUKAKU – “Come siamo diventati amici? Innanzitutto perché ha imparato subito l’italiano e questo è da apprezzare. Poi mi ha aiutato sempre. Quello che mi ha stupito è che lui mi conosceva già e non sapevo come. Poi lui mi ha detto che aveva visto gli Europei dell’Under 17 e mi aveva conosciuto lì, quindi mi ha preso sotto la sua custodia all’interno dello spogliatoio. E’ nato subito il nostro rapporto dai primi allenamenti”.

CONTE – “Se gli do del lei? Ovviamente sì. Mi dà sia il bastone e la carota. Da fuori può sembrare solo bastone, ma non è così. Sa quando dare gli stimoli e quando bisogna dare una svegliata”.

SOGNI FUTURI – “La cosa più bella che mi può succedere? Difficile, i miei sogni posso esporli ma è difficile chiudere gli occhie . farli avverarli. So che ci vuole tanto sacrificio, è difficile pensarlo su due piedi per terra. Devo parlare il calciatorese, i sogni più belli li tengo per me”.

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