Ferri: “Realtà assurda, vivo a Lodi e ho perso diversi amici. Sono bloccato a casa da 15 giorni”

Ferri: “Realtà assurda, vivo a Lodi e ho perso diversi amici. Sono bloccato a casa da 15 giorni”

L’ex centrale dell’Inter si trova in una delle città più colpite

di Antonio Siragusano

Come tanti altri italiani, sta attraversando un periodo molto complicato Riccardo Ferri, bloccato da oltre due settimane presso la sua abitazione di Lodi. L’ex difensore si trova sostanzialmente in una delle città più colpite sin dall’inizio dal coronavirus, che ha sofferto sulla propria pelle tanti contagi e – purtroppo – diversi morti. Alcuni dei quali diretti conoscenti dell’ex interista, come raccontato dallo stesso ai microfoni di TMW Radio nel pomeriggio. Questo il racconto della tragedia vissuta in prima persona da Ferri:

Come è la situazione dalle tue parti?
“Vivo a Lodi una delle prime zone rosse. Ho visto con i miei occhi tutta la situazione di emergenza. Ho perso degli amici e altri sono in ospedale. È una realtà davvero assurda, ogni 3 minuti passava un’ambulanza per le strade. Dalle informazioni che ho, la situazione è ancora tesa. Mancano dei posti letto nell’ospedale di Lodi. In questi giorni sono arrivate 26000 mascherine e a Bergamo ancor di più. Tutto questo grazie all’Inter e all’Associazione Sanitaria di Lodi. Chi può fare qualcosa, aiuti l’Italia per uscire da questa situazione. Ho lanciato un’iniziativa con mio figlio per aiutare l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano a generare nuovi posti letto negli ospedali per i pazienti affetti da Coronavirus. Sto chiedendo aiuto ad amici e colleghi come Pierluigi Pardo”.

Hai qualche testimonianza di persone contagiate?
“Hanno ricoverato un mio amico di 50 anni perché aveva tosse, sintomi dell’influenza e gli si era abbassata la saturazione. Aveva da poco perso il papà sempre a causa del virus. In ospedale gli è stato fatto il tampone ed è risultato positivo. Oggi sta molto meglio però è ancora in osservazione nell’ospedale di Pavia. Il mio pensiero va a tutti coloro che non ce l’hanno fatta e anche ai medici, agli infermieri e alle forze dell’ordine”.

Tu cosa stai facendo in questo periodo?
“In casa sono solo da 15 giorni. Per la spesa sono vicino a un supermercato quindi mi risulta più comodo. Oggi ho contattato un po’ di persone anziane che vivono in zona da me e mi sono accertato della loro salute. Sono persone sole alle quali serve una mano. Lodi è una città piccola e ci conosciamo tutti”.

La situazione a Lodi sta migliorando?
“Per quello che ho sentito sembra che negli ultimi giorni ci siano più dimessi che ricoverati. Sentiamo ogni giorno meno ambulanze. Le strade sono completamente deserte. È giusto rimanere a casa, qui c’è un grande gioco di squadra. In una realtà così piccola ci teniamo tutti in contatto, per esempio portiamo la spesa alle persone anziane”.

Un appello per il popolo italiano?
“Adesso è il momento di tralasciare le polemiche. Nel rispetto di chi sta male o di chi è venuto a mancare bisogna evitare di alzare i toni e darsi contro l’un con l’altro. Quando si è in difficoltà, bisogna remare tutti dalla stessa parte. Dobbiamo puntare l’obiettivo tutti insieme senza cercare i colpevoli”.

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