Fiorentina-Inter, Spalletti: “Pastore e Mkhitaryan? Ci vogliono tanti soldi. Vedremo se ci saranno delle occasioni”

Fiorentina-Inter, Spalletti: “Pastore e Mkhitaryan? Ci vogliono tanti soldi. Vedremo se ci saranno delle occasioni”

Il tecnico nerazzurro ha parlato in sala stampa alle ore 15.00 per presentare la sfida con i viola

di Simone Frizza, @simon29_

Alle ore 15.00 di giovedì 4 gennaio, nella sala stampa del Centro Sportivo Suning, si è tenuta la conferenza stampa di Luciano Spalletti in vista della prima sfida del girone di ritorno, contro la Fiorentina dell’ex Stefano Pioli. Ecco le parole del tecnico nerazzurro.

PAROLE IN DIRETTA FACEBOOK – “C’è ancora molta strada da fare, ci sono risultati importanti da ottenere. Ma è nei nostri programmi farsi trovare pronti contro qualsiasi avversario anche se saranno tosti come la Fiorentina. Si affronta essendo forti, in questo finale di girone d’andata abbiamo fatto buone partite ma non siamo stati così bravi a mettere tutte le nostre qualità dentro la gara. Bisogna assolutamente ritrovare la qualità di collettivo e di individualità per essere poi nelle condizioni di fare buone gare come fatto precedentemente. Santon? Può fare il centrale, conosce fase difensiva e calcio, conosce le tempistiche delle scappate, è un calciatore completo. È chiaro che poi, messo fuori ruolo, qualcosa deve imparare. Miranda e D’Ambrosio? Spero di averli dopo la sosta”.

FIORENTINA – “Probabilmente all’inizio Pioli doveva conoscere la rosa. perché poi mi ricordo che in quel periodo hanno fatto diversi cambiamenti e come succede sempre poi devi lavorare con la squadra per trovare un’identità. Lui ci è riuscito nel miglior modo possibile: ci sono buoni calciatori, Astori, Badelj, Benassi, Thereau, Chiesa, Simeone e poi c’è anche la sua qualità. Noi dobbiamo ridare il massimo a livello individuale e metterlo a disposizione della squadra”.

SABATINI E AUSILIO – “Sono bravi, e dovranno esserlo ancora di più in questo mercato. La società ha detto che bisogna stare attenti a dei numeri, quindi dire che bisogna fare un mercato importante significa farsi del male da soli. Mi sembra poi assolutamente sbagliato il fatto che si riduca la possibilità di migliorare a livello di squadra dovendo per forza pensare agli acquisti, è un messaggio sbagliato che si dà perché poi un calciatore non cambierà mai le sorti della squadra, e noi, come sapete benissimo, non possiamo fare cose importantissime in questo mercato. Io non devo essere rassicurato su nulla e voglio che sia chiaro che si informi tutti gli sportivi che meritano di essere informati per poter programmare il futuro in maniera corretta, senza creare malintesi. Questi calciatori devono sapere che io sono assolutamente sicuro delle loro qualità, io so che hanno delle potenzialità, ma altrettanto devo rendermi conto se sono convinti e consapevoli di cosa voglia dire vestire la maglia dell’Inter, e questo lo dovranno fare per altri 4/5 mesi. Sono queste le cose importanti”.

PAROLE DI ICARDI AI COMPAGNI – “Gli ha spiegato come si fa di sinistro, di destro, come ci si fa a girare verso la porta…”.

PAROLE MONCHI – “Mi sembra che Monchi sia uno dei più bravi in circolazione, come i nostri, ma queste domande vanno fatte a lui, non a me. Io penso che noi dobbiamo fare qualcosa di meglio di quanto fatto nell’ultimo periodo, anche se non è tutto da buttare via. Dobbiamo avere la stessa voglia di andare oltre il proprio massimo, però poi in questi periodi succede questo, l’occasione fa l’uomo ladro ed il mercato fa il calciatore distratto. Bisogna quindi rimettere un po’ a posto l’idea di quello che dev’essere l’impegno, perché noi vestiamo una maglia importante. La maglia dell’Inter andrebbe vestita 24 ore su 24″.

ICARDI – “Il riempire la partita richiama anche la necessità di prendere qualche fallo. Domenica però lui ha pressato tanto e permesso di recuperare più palloni. Io sono convinto che lui debba venire più incontro, e così facendo migliorerà tanto. Creando quest’alternanza di attacco alla profondità e di ricezione della palla sui piedi permette di mettere più in difficoltà la difesa, che si può attaccare alle spalle quando riceve basso o puntare quanto è lui stesso ad attaccare la profondità. Domenica, ripeto, ha fatto molto bene. Noi abbiamo bisogno un po’ di tutte le qualità di tutti i calciatori, non abbiamo una squadra che può permettersi di lasciare gente a pascolare per il campo”.

BROZOVIC – “Io non scelgo gli 11 migliori, ma il miglior 11. Lui ha le sue caratteristiche e le sue qualità, ha qualche difetto come tutti però poi dentro l’area noi ci siamo arrivati diverse volte anche coi centrocampisti, siamo andati a chiudere dentro l’area di rigore. A me i numeri dell’Inter non sembrano molto distanti da quelli di altre squadre, anzi, mi sembrano migliori. Anche in questo caso comunque tutto si risolverà, così come si risolse il problema della troppa fortuna… Brozovic in alcuni momenti ha fatto bene mentre in altri poteva far meglio, ma quello che diventa fondamentale è l’impegno per tutte le qualità che ci vogliono all’interno della partita. È inutile parlare di gioco se la palla non si riconquista. Non si può delegare la riconquista della palla, lo devono fare tutti, compresi Mauro, Ivan, Candreva, tutti”.

POCHI GOL – “Il dato dei pochi gol va messo in relazione a quello dei gol subiti, perché se ne fai pochi e ne subisci altrettanti va bene comunque. È chiaro che comunque un gol in sei partite è poco, però ci sono altri numeri che invece dicono che qualcosa di buono si è fatto ugualmente. Dobbiamo migliorare, ci stiamo lavorando”.

GAP CON LE BIG DAL MERCATO – “Noi non abbiamo alibi, dobbiamo prima di tutto non piangere, perché io non ho mai visto raggiungere obbiettivi a chi piange. Poi, ripeto, sapete benissimo anche voi le cose, quando dico che abbiamo dei direttori bravi è la verità. Per migliorare dobbiamo prendere giocatori più forti di quelli che già ci sono, ed ora nella rosa abbiamo già la qualità che ci vuole per raggiungere i nostri obiettivi. Poi è chiaro che tutto può essere migliorabile, in difesa ci potrebbe mancare un calciatore, quindi lì ci vuole un giocatore di numero, mentre negli altri ruoli no, ce ne vorrebbe uno più forte. Ma chi si può prendere di quelli più forti? Per Pastore e Mkhitaryan ci vogliono 30/40 milioni, ed a me hanno detto che non si possono spendere quei soldi. Oppure ci vuole uno scambio di prestiti, ma ci vuole poi una squadra che voglia uno dei tuoi calciatori. Se loro non vogliono il tuo è impossibile per te prendere il loro. Quasi tutte le società oggi devono relazionarsi col Fair Play Finanziario, quindi diciamoci cose vere. Anzi, se ci fosse il mercato dei tifosi il nostro non avrebbe bisogno di riparazione. Sono loro che vanno tutelati”.

COME MIGLIORARE – “La Lazio è una squadra forte e coi ricambi, l’anno scorso le siamo arrivati dietro ed in estate si sono anche rinforzati, quindi c’è da crescere e da far sapere ai nostri giocatori che bisogna migliorare continuamente. Non vedo perché oggi noi dobbiamo essere sicuramente avanti alla Lazio. Napoli e Juventus sono più forti, con le altre ce la stiamo giocando e ce la giocheremo fino in fondo. Il Napoli gioca un calcio bellissimo, fantastico. La Juventus ha due formazioni di titolari che gli permettono di giocare una volta ogni tre giorni e Allegri ha dimostrato di saper cambiare e motivare tutti. Per quanto mi riguarda nelle ultime partite si poteva far meglio, però può succedere, contro la Lazio abbiamo fatto una buona partita. In alcuni momenti abbiamo subito, in altri hanno subito loro ed in altri ancora sono stati bravi entrambi i portieri. I penalizzati del rigore poi siamo noi, in quanto ti metti nelle condizioni di quello a cui è stato tolto un rigore contro col VAR, ma eravamo noi i danneggiati dal rigore fischiato. Se poi quello dev’essere uno svantaggio che io devo poi dare qualche volta ci sto ed altre volte no”.

RISCHI TATTICI – “Io voglio migliorare, non rischiare. Si lavora durante la settimana e ci si rende conto di quello che si può fare, cercando di ottimizzare quello che si ha a disposizione, possibilmente non rischiando. Nelle vittorie ci stiamo dentro tutti, ma è poi nelle sconfitte che si ritrova la forza del gruppo. Adesso è l’ora di mostrare queste caratteristiche, di compattarsi e di non farsi distrarre. Dobbiamo saperci meritare ciò che abbiamo fatto”.

RAGGIUNGERE LA SUA IDEA DI INTER – “Nel calcio non si sa quello che si può succedere, quindi spesso bisogna essere pronti a vedere la qualità delle giocate che va alzata, perché ne abbiamo la possibilità. Ci sono delle cose che in campo non si fa in tempo a vedere, perché quando le vedi diventa già tardi, vanno viste prima con la mente. Sotto questo aspetto dobbiamo fare qualcosa di meglio, e molte sono certezze che ci servono per fare lo zoccolo duro del nostro comportamento”.

MERCATO SEMPRE RIMANDATO – “Quando io parlo di bravura dei direttori mi riferisco anche al poter trovare nei movimenti che ci sono la situazione da prendere al volo. Bisogna però che capiti questa situazione, perché non è facile. Quindi noi dobbiamo pensare a migliorare il nostro atteggiamento in campo, pensando a lavorare in maniera corretta perché poi c’è anche questo che può portare dei vantaggi alla squadra, e su questo il mercato non può fare niente. Noi dobbiamo lavorare in questo pensando di avere la possibilità di risolvere i problemi. Noi possiamo fare più di un gol in 6 partite, ma dire che il mercato può risolverci i problemi non è corretto, non si può fare per quella che è la situazione generale che è venuta fuori. Se arriverà l’occasione ed i direttori sapranno coglierla ben venga, ma siamo noi a dover vestire in modo elegante questa maglia, non devono essere altri che arrivano ad insegnarci come vestirla”.

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