Frey: “Ronaldo di una bontà allucinante. Era uno spogliatoio fantastico, ogni allenamento da guardare con i popcorn”

Frey: “Ronaldo di una bontà allucinante. Era uno spogliatoio fantastico, ogni allenamento da guardare con i popcorn”

L’ex portiere si racconta e rivive l’arrivo in Italia in maglia nerazzurra

di Antonio Siragusano

Non dev’essere stato così male per Sabastien Frey arrivare all’Inter nella stagione 1998-99 in una squadra composta esclusivamente da campioni e mostri sacri del calibro di Baggio, Ronaldo, Zamorano, Simeone e Djoarkaeff. Come ricordato dallo stesso ex portiere nella diretta Instagram sui canali ufficiali di calciomercato.com, con questi grandi ex ogni allenamento si trasformava in un occasione per apprendere e divertirsi dinnanzi a gesti tecnici impressionanti. Ecco l’intervista rilasciata dal francese sul suo trascorso interista:

Il capitolo Inter, quello che ti ha portato in Italia, a 18 anni. Baggio e Ronaldo negli spogliatoi, come ti hanno accolto?
“Baggio, Ronaldo, Zamorano, Simeone, Djorkaeff e non solo. Fantastico, un anno che mi ha fatto crescere, magnifico. Allenarsi tutti i giorni con questi campioni, ogni allenamento c’erano emozioni bellissime. Ogni allenamento c’era da prendere i popcorn e guardare quando Ronaldo faceva un dribbling o Roberto quando tirava una punizione”.

Ronaldo: tanti dribbling e tanti scherzi.
“Gli piaceva, soprattutto a Pagliuca. Perché rosicava, nel senso buono, e gli faceva molti scherzi. C’era un bel clima nello spogliatoio. Ronaldo, nonostante la fama e il giocatore unico, era di un’umanità e bontà allucinante”.

Il primo ingresso a San Siro: cosa hai pensato?
“Wow. Il mio esordio fu contro la Fiorentina, tu pensa, perché Pagliuca venne espulso la partita precedente. Abbiamo vinto 2-0, ho fatto una bellissima partita e quando sono entrato c’erano 60 mila persone che cantavano il mio nome. Bellissimo”.

Baggio ti aiutato anche lontano dallo stesso spogliatoio, è vero?
“Mi aiutato dal punto di vista umano, dopo il mio infortunio al ginocchio a Firenze. Lui ha avuto un infortunio simile, mi ha dato la forza e mi ha consigliato un percorso, una filosofia di vita come la sua da seguire. Buddismo? Lo seguo ancora, assolutamente, è un percorso personale che mi fa stare bene. Ho chiamato lui perché quando sono arrivato nell’Inter aveva già vinto tutto, il Pallone d’Oro e così via, un campione mondiale, vederlo arrivare sempre solare e sorridente mi ha sempre impressionato”.

Baggio o Ronaldo?
“Difficile scegliere. Parliamo, oltre al livello calcistico, di due persone anche a livello umano siamo al top”.

Chat e amici delle vecchie squadre?
“Abbiamo Inter Forever, una chat nostra che usiamo per le partite, è molto divertente, soprattutto quando ci avviciniamo all’evento. Poi con la Fiorentina, con tutti quelli della mia generazione, ci mandiamo qualche battuta, abbiamo personaggi che prendiamo di mira, nel senso buono. Gli ex in giro per il mondo è un bel progetto, mai pensavo di giocare con Klinsmann e Berti, per esempio. E’ bello”.

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