28 Novembre 2018

Gigi Simoni: “Inter, sono fiducioso per la sfida col Tottenham. Però basta alti e bassi”

L'ex tecnico nerazzurro ha parlato a poche ore dal delicato match contro gli Spurs

A poche ore dalla sfida di Champions League contro il Tottenham, Gigi Simoni, ex allenatore dell’Inter nell’annata 1997-98, ha parlato così del match ed ha rivelato le sue sensazioni. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport, con le quali ha anche ricordato quando andò a Wembley con la sua Cremonese, al tempo in Serie B.

RICORDI DI WEMBLEY – “Ho ricordi dolcissimi di quel Derby County-Cremonese, era allora per me il punto più alto della carriera, la Coppa Uefa con l’Inter sarebbe arrivata più avanti. Fu un’occasione unica, un premio fuori programma: quel torneo ci diede la possibilità di scontrarci con una realtà diversa”.

RISULTATO – “Quella Cremonese andava alla grande in B, giocavamo bene, l’appendice europea era un divertimento inaspettato. Per un giorno ci sentimmo all’altezza dei grandi. Ricordo la domenica successiva a Cremona, il giro di campo con il trofeo: indimenticabile”.

AVVICINAMENTO ALLO STADIO – “I giocatori erano emozionati, io stesso sentivo un po’ di pressione. Arrivare allo stadio e vedere le due torri fu un brivido vero. Entrare dentro, poi, fu impressionante. Tutto era più grande… uno scenario interessantissimo, conoscevamo bene il peso della storia di Wembley”.

GESTIRE LA TENSIONE – “Nel mio caso fu molto semplice. Non c’era paura negli occhi dei miei, solo voglia di divertirsi: Wembley ti eccita, quel giorno c’erano quasi 40 mila persone. E poi allora non era tutto così visibile in tv com’è oggi: questo non faceva che alimentare il mito dell’Inghilterra e del football, c’era voglia di scoprire”.

LA PARTITA – “Fu senza storia, quella Cremonese era affidabile, a fine anno arrivò la promozione in A. Era una squadra abituata a vincere la domenica, in Europa andò allo stesso modo. Scrivemmo un pezzo di storia di Cremona. Per quale altro avvenimento si sono mai spostate 1.500 persone?”.

INTER – “Ha grandi qualità agonistiche, sono fiducioso per Wembley. Spalletti ha 3-4 campioni tra cui Icardi, fenomenale. La differenza con la Juve è lì, nel numero di grandi giocatori a disposizione. Però non mi spiego una cosa: ha troppi alti e bassi. Non dovrebbe essere così, se l’obiettivo sono i grandi risultati”.

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