Gravina: “La mia idea sui playoff piace anche alla Uefa. In Europa serve uniformità tra le 55 federazioni”

Gravina: “La mia idea sui playoff piace anche alla Uefa. In Europa serve uniformità tra le 55 federazioni”

Il presidente della FIGC interviene sulle frequenze di Radio 1

di Antonio Siragusano

Si ferma il calcio ma non il palinsesto radiofonico dello storico programma condotto da Filippo Corsini, Radio Anch’Io Sport. Come già avvenuto la scorsa settimana, anche questa mattina è stato raggiunto telefonicamente il numero uno della Federcalcio italiana Gabriele Gravina. Il presidente della FIGC, nel suo intervento, ha fatto chiarezza ancora una volta in merito alla strada che almeno nelle intenzioni la Serie A vorrà imboccare una volta usciti dall’emergenza coronavirus.

DIREZIONE UEFA – “Chiederemo un atto di responsabilità da parte della Uefa e di tutte le federazioni, per un. percorso a tutela della salute e dei nostri tifosi, di questo si tratta. Non è un problema che riguarda esclusivamente l’Italia, ma tutto il mondo e l’Europa è diventata l’epicentro di questa pandemia. Chiederemo di valutare con attenzione innanzitutto la tutela della salute, prima di parlare di nuove date e progetti. Il rinvio dell’Europeo credo che sia l’idea da seguire”.

EUROPEO TRA NOVEMBRE E DICEMBRE – “Non ci sono state ancora ipotesi in questo senso. Piace ad esempio anche la mia idea di playoff e playout. Si è parlato di champions che si potrebbe definire tra maggio e giugno tramite playoff. domani ci vedremo e saremo tutti collegati, mi auguro che venga preso la soluzione migliore, anche se parlare di soluzione ideale ad oggi mi sembra fuori luogo”.

SERIE A – “Stiamo lavorando sugli auspici, chiaro che pensare ad un campionato che si possa definire entro l’estate se lo augurano tutti. Stiamo lavorando, dobbiamo comunque pensare che la vita continua dopo questo tsunami. Lo sport e il calcio in particolare, sono un collante importante.

FEDERAZIONI EUROPEE – “Questa pandemia potrebbe lasciare un segno nel far capire il principio di unità e fratellanza. Se un domani il mondo del calcio a qualunque livello dovesse risvegliarsi ancora con l’idea di curare il proprio orticello, credo che avremmo dato un pessimo esempio. Mi auguro che questa pandemia possa almeno rilasciare questa traccia di positività dentro di noi. Sarebbe da irresponsabili se una delle 55 federazioni volesse portare avanti un’idea in virtù degli interessi del proprio orticello.

UNIFORMITA’ – “Lo chiederemo, ma credo sia già questo l’orientamento. Dovremo vedere le condizioni che si sono già fissate nei nostri tornei, perché ci sono delle differenze. Ci sono condizioni oggettive molto diverse, basti pensare alle retrocessioni e promozioni. Questa dovrebbe essere un’altra riflessione che dovrebbe farci pensare ad uniformare l’Europa ad un progetto unico per i campionati”.

RIPRESA DEL CAMPIONATO – “Stiamo affrontando un tema dove oggi non abbiamo gli elementi di riferimento di certezza per programmare. Navighiamo a vista in una nebbia assoluta. Abbiamo riferimenti da ordinanze che ci portano al 3 aprile, anche se come data credo sia troppo vicina per riprendere le attività. Per questo ho parlato di ripartenza ai primi di maggio, ma anche questa è una data teorica. Noi dobbiamo cercare di dare alcuni riferimenti di date, altrimenti cerchiamo di farci trovare impreparati”.

AIUTI GOVERNATIVI – “Non abbiamo alternative, ma non dobbiamo abbandonare l’idea della speranza per avere un orizzonte al quale puntare. Oggi siamo nell’impossibilità di poter svolgere le attività, ma non dobbiamo perdere la speranza che un domani bisogna ripartire. Governo? Abbiamo richiesto il rinvio degli adempimenti fiscali. Nella prima bozza siamo riusciti a rientrare con un riconoscimento importante, in un’area di crisi perché quello dello sport è un settore importante per il nostro paese. A breve cercheremo di mettere assieme le nostre ipotesi, dalla Lega di A fino ai dilettanti, partendo da una richiesta di certificazione, chiederemo una serie di applicazioni già in atto da estendere al calcio italiano. Devo dire che c’è molta sensibilità, devo ringraziare il Ministro Spadafora. Dipende anche da noi, il mondo del calcio verrà colpito dal coronavirus sotto tutti i punti di vista. Dobbiamo puntare alla tenuta del sistema italiano, per renderlo più omogeneo e forte”.

ANNULLARE IL CAMPIONATO – “Se lo escludo? In questo momento non posso escludere nulla. Dobbiamo cercare di programmare con l’idea ottimistica di definire i campionati nel portarli al termine. Non escludo nulla, tra le diverse ipotesi avevo preannunciato la possibilità di non assegnazione del titolo e congelamento delle graduatorie, eventualmente con mini playoff e playout, non escludo nulla. C’è tanta attenzione in questo momento per capire i punti di caduta finali dei nostri tornei, ma nessuno in questo momento può dire come finirà. Noi siamo attenti e convinti che i tornei debbano essere definiti. Se non sarà possibile adotteremo qualsiasi soluzione. Non è escluso che il campionato di oggi potrebbe essere bilanciato su due stagioni diverse. Ma oggi dobbiamo pensare alla gente che sta soffrendo e parlare di questi tempi è per noi forse imbarazzante, ma abbiamo il dovere di farlo per tracciare delle speranze ed aiutare a vivere con spensieratezza questi momenti agli italiani”.

COPPA ITALIA – “Rinunciare? E’ fuori discussione, di Coppa Italia non ne stiamo più parlando. E’ uno dei tornei che abbiamo accantonato per il momento, diamo priorità ai tornei”.

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