22 Marzo 2017

I ricordi di Schelotto: “Le lacrime nel derby, le parole di Moratti e quel consiglio a Joao Mario…”

L'ex nerazzurro, ora idolo allo Sporting CP, racconta la sua avventura a Milano in una lunga intervista

Breve, ma intensa. È durata solo sei mesi l’avventura di Ezequiel Schelotto all’Inter, ma rimarrà per sempre nel cuore e sulla pelle dell’argentino che ora, in Portogallo, è un idolo della sua tifoseria. Ed ai microfoni del portale gianlucadimarzio.com, l’esterno dello Sporting CP racconta il suo passato interista: “Il derby del 2013? Dimenticarlo credo sia impossibile. Ero arrivato all’Inter da pochissimi giorni. C’è il derby, avevo portato in tribuna tutta la famiglia: dai nipoti ai fratelli, mamma e papà, la mia futura moglie. Perdevamo 1-0, appena entrato mi è capitato subito un pallone all’improvviso su cross di Nagatomo. L’ho colpito di testa… entra. Gol, ho segnato. Non ci credevo, davvero: non sapevo neanche come esultare. Ho pianto di felicità appena tutti i compagni mi hanno sommerso, un abbraccio fantastico. E tutto San Siro urlava il mio nome perché giocavamo in casa… non avevo la minima idea per un’esultanza. E poi, di corsa ad abbracciare Stramaccioni. Negli spogliatoi arrivò Massimo Moratti. Lo vedevo avanzare verso di me, sorridevamo entrambi. Ci siamo abbracciati e mi ha detto una sola frase: ‘Sappi che da ora in poi sarai nella storia dell’Inter’. Sentire quelle parole da un presidente così… indimenticabile. Anche perché Moratti è una persona davvero speciale. Su consiglio di Ricky Alvarez sono andato subito a fare un tatuaggio con la data di quel derby. La porto sulla pelle, oggi e per sempre”.

Poi, però, l’addio: “Per me è una ferita ancora grossa. Mi ha voluto Stramaccioni, poi è andato via e con Mazzarri non sono neanche stato portato in ritiro. Mi è dispiaciuto non poter dimostrare il mio valore, ero appena arrivato e sono diventato il capro espiatorio da far fuori senza avere una chance. Avevo solo 23 anni: un peccato“.

La chiosa è su Joao Mario, suo ex compagno proprio allo Sporting ed ora in forza all’Inter: Una trattativa infinita tra Inter e Sporting, la ricordo vissuta da qui, cambiavano idea tutti i giorni! Joao Mario è un fenomeno. Fortissimo, tra doti tecniche impressionanti e una personalità fuori dal comune. Ricordo quel mese infernale, in ritiro mi chiedeva dell’Inter. Gli ho detto: ‘Vai e vedrai che fai la miglior scelta possibile, l’Inter è il massimo’. Alla fine ce l’ha fatta, i tifosi nerazzurri potranno godersi un giocatore fantastico, dategli tempo”.

IL FIGLIO DI WANDA NARA E MAXI LOPEZ SEGNA E ESULTA… COME ICARDI!