Inter-Milan, Julio Cesar (Pressing): “Icardi mi ricorda Inzaghi. Il mio addio è stato una scelta serena”

Inter-Milan, Julio Cesar (Pressing): “Icardi mi ricorda Inzaghi. Il mio addio è stato una scelta serena”

L’ex numero uno interista è ospite negli studi di Mediaset

di Marco Accarino, @AccarinoMarco

Dopo essere stato premiato dalla società, l’ex portiere dell’Inter Julio Cesar è ospite di Pressing, trasmissione in onda su Canale Cinque. Ecco le parole del brasiliano: “E’ importante avere una persona affianco a te ad aiutarti? Sì, anche Susana mi aiutò molto nei momenti più difficili, mi ha sempre dato una mano e la famiglia è molto importante. Il derby? L’errore di Donnarumma può capitare, è stata una bella serata. Dopo l’omaggio ho detto: “Speriamo di vincere, altrimenti mi diranno che porto sfortuna”. Sul gol non sbaglia solo il portiere ma anche il difensore, però ovviamente poteva fare meglio”.

Su Icardi: “Assomiglia un po’ ad Inzaghi: dorme un po’ e poi te la butta dentro. E’ la palla che cerca lui, sta facendo davvero bene. Il VAR? No, non mi piace!”.

Sull’addio: “Momento difficile, come per tutti i giocatori. Pensi a cosa fare dopo. Ho deciso di fermarmi, una scelta serena. Ho la schiena che mi fa male, ho preso medicine e per la salute non è buono“.

Sul Flamengo: “Volevo vivere una squadra più professionale, più giovane“.

Sul rigore parato a Ronaldinho: “E’ il più forte del mondo. A 15 anni già era un fenomeno“.

Sul Triplete: “Vado a vedere sempre le immagini. La parata su Messi? Importante, rimarrà nella memoria dei tifosi dell’Inter. Quando torno a Milano tutti nel parlano“.

Sulla moglie: “Tutti pensano che mia moglie giocava a calcio, invece no. E’ scarsa. Sono riuscita ad arrivare dove sono arrivato grazie a lei. Eravamo giovanissimi. Io non ho vinto da solo, abbiamo costruito tutto insieme“.

Sull’Italia: “Il mio sogno è essere arrivato in Italia. Quando è finita la mia esperienza qui, mi sono svegliato. E’ cambiata la mia vita, il mondo mi conosce grazie all’Italia, all’Inter e a  Mancini che ha messo Toldo in panchina per me“.

Su Donnarumma: “Ha esordito a 16 anni, deve crescere e imparare. Vedendo questi errori capisce cosa fare e non fare su certe situazioni“.

Su Juve-Genoa: “Sczeszny come Donnarumma? Un po’ si. Non ci hanno creduto“.

Su Champions e campionato: “Si pensa partita dopo partita, nessuna partita è più importante di un’altra“.

Su Ronaldo: “E’ un fuoriclasse. Quando l’ha preso la Juve sono rimasto sbalordito. Ha ritmi incredibili, da 8 anni fa questo lavoro incredibile. Fa gol in tutti i modi. In Portogallo  è un re. Non è facile giocare a questi livelli come lui e Messi. E’ sempre allenato, curato. Merita tutto quello che gli sta  succedendo“.

Sul derby: “Zamorano? Si resta tifosi per sempre. Mi dispiace perché sono dovuto venire qua e ho perso il gol“.

Sul Napoli: “Non lo guardo tanto. Milik-Mertens? Non so risponderti. E’ una squadra che gioca bene, ma deve fare sempre qualcosa in più per vincere lo scudetto. Quando giocavo all’Inter, calava sempre alla fine. Con Ancelotti sarà un po’ diverso, è abituato a vincere“.

Su Olsen: “Ha fatto delle buone partite. Mi hanno detto che era fortissimo. Non so se alla Roma manca Alisson“.

Su Milinkovic-Savic (Spal): “Questo non è rosso, ha solo buttato il pallone via con un po’ di rabbia“.

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