Juan Jesus: “Che emozione la convocazione col Brasile! Cerco sempre di dare il 100%, voglio essere un leader”

Juan Jesus: “Che emozione la convocazione col Brasile! Cerco sempre di dare il 100%, voglio essere un leader”

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Juan Jesus Brasile

Juan Jesus Brasile

Dopo le prime convocazioni diramate dal neo CT verdeoro Dunga, soltanto l’ex romanista Dodò poteva gioire per una chiamata con il Brasile tra tutti i giocatori dell’Inter di nazionalità brasiliana, ma per una defezione dell’ultim’ora saranno 2 i nerazzurri a vestire la prestigiosa maglia dorata. Oltre a Dodò infatti ci sarà Juan Jesus che sostituirà l’infortunato Marquinhos, difensore centrale del PSG ed anche lui ex Roma. La notizia, inaspettata, gli è arrivata da Piero Ausilio, e come riporta il sito del quotidiano brasiliano Estadao il nerazzurro è stato più che felice di ricevere questa notizia: “Quando a Dodò ho detto che avremmo dovuto viaggiare insieme mi ha chiesto se stessi scherzando e poi abbiamo gioito insieme. Ma adesso pensiamo alla gara con la Fiorentina perché per noi è molto importante, siamo felici della convocazione, ma siamo anche molto concentrati.” Un difensore roccioso, ma soprattutto un 23enne con la testa sulle spalle: è questo Juan Jesus, che da 3 anni veste la maglia dell’Inter e quest’anno sotto la guida di Mazzarri è diventato vicecapitano. “Chi ha seguito il mio lavoro in Italia sa che ho mantenuto sempre una buona media di rendimento -dice Juan Jesus riguardo la sua convocazione ed i suoi miglioramenti- . Sono da due anni e mezzo qui e ho fatto cento partite con la maglia nerazzurra. Sono contento di tornare in Nazionale grazie a quello che ho fatto con l’Inter. Cerco di lavorare ogni giorno al meglio per essere in forma e faccio tutto quello che dice il mister. Credo che la mia convocazione dipenda si dal mio lavoro all’Inter. Mi sento un leader di questo gruppo, parlo con tutti i miei compagni, con il tecnico, con il presidente. Credo di essere cresciuto molto in questi tre anni vissuti in Europa.JJ5 nei 3 anni di permanenza a Milano ha visto passarsi davanti altri 2 allenatori prima di Walter Mazzarri: prima Claudio Ranieri (ora allenatore della Grecia) poi Andrea Stramaccioni (che allena l’Udinese). “Ognuno mi ha dato qualcosa e mi ha fatto crescere: Strama mi ha lanciato, Mazzarri mi ha dato continuità. Finora sono l’unico giocatore ad aver fatto tutte le gare. Ringrazio Ranieri per avermi portato all’Inter, Strama per avermi lanciato e Mazzarri per la continuità. Mazzarri insegna come si fa a difendersi, ti mostra le posizioni in campo, quali sono le mosse da fare in campo. Mi dice che sono veloce e che ho del potenziale e che se migliorerò sarò perfetto. Mi dà fiducia, lavora molto su di me.” Negli scorsi anni ha avuto l’onore di condividere il reparto difensivo con un mostro sacro come Walter Samuel, mentre quest’anno è arrivato un altro uomo di esperienza e valore come Nemanja Vidic, per i quali il brasiliano spende belle parole: “Vidic ha vinto tutto con lo United. Ti dà esperienza, è affidabile. Come Samuel con cui ho giocato e che ha vinto tutto: è gratificante imparare da giocatori di questo livello, cerco di fare un po’ quello che mi insegnano.” Poi si passa all’Inter come complesso, la squadra che negli ultimi anni ha contato più dolori che gioie e che quest’anno proverà in tutti i modi a ripartire: “Che piaccia no ad un certo punto ogni club deve cambiare. Nel 2010 l’Inter ha vinto tutto, nel 2011 ha sfiorato lo scudetto, poi sono arrivati anni più difficili. Veniamo da un quinto posto, sono arrivati Osvaldo, Medel e M’Vila ed erano giocatori che ci mancavano. Nonostante la sconfitta con il Cagliari credo ancora che possiamo lottare fino in fondo per tutte e tre le competizioni.” Ma se gli si chiede se si possa raggiungere già da quest’anno Juventus e Roma il difensore risponde con grande diplomazia e determinazione: “La Juventus ha una squadra con giocatori che giocano insieme da tre anni. Pirlo ad esempio sa dove sono i compagni ad occhi chiusi e oggi la Roma è allo stesso livello. Poi però c’è il campo e lì si è undici contro undici quindi noi entriamo sempre in campo per giocarcela.

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