Keita: “Il calcio deve essere uno spettacolo, non uno sfogo”

Keita: “Il calcio deve essere uno spettacolo, non uno sfogo”

L’attaccante dell’Inter: “Un gruppo di ignorantelli non può rovinare uno sport così bello”

di Pasquale Formisano, @Formigoal

Nella sua intervista rilasciata a Quotidiano.net l’attaccante dell’Inter Keita Balde ha parlato a 360 gradi del suo rapporto con il calcio, trattando anche l’argomento razzismo:

CALCIO E INTEGRAZIONE – “Il calcio è uno sport che riesce a dare tante speranze a molte persone, ma deve essere visto come uno spettacolo, uno show, non come una scusa per sfogare e per insultare gli avversari. Purtroppo ultimamente si vedono spesso casi del genere ed è una cosa che ferisce”.

INTER-NAPOLI – “Durante la partita con il Napoli non ho capito cosa stava succedendo con Koulibaly, perché in quel momento ero un calciatore che doveva essere impegnato su quello che accadeva in campo; Mi è spiaciuto soprattutto perché è capitato proprio a Kalidou, che per me è un fratello. Al termine del match ne abbiamo parlato negli spogliatoi e ci siamo detti che è assurdo che di questi tempi accadano ancora cose del genere”.

PROBLEMA DEL CALCIO ITALIANO? –Non credo sia un problema del calcio italiano ma penso che esista un gruppetto di ignorantelli che in questo momento, per fortuna, è ancora in minoranza. Ho paura però che questa minoranza, man mano, possa crescere”.

NON GIOCARE –Non scendere in campo potrebbe essere un gesto forte. Eto’o ha proposto questa scelta, lui in Spagna ha vissuto momenti simili quando vestiva la maglia del Barcellona, però penso che dipende da uno cosa si senta di fare in un determinato momento della partita: io, per esempio, quando sono in campo penso solo a giocare”.

 

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