Inter-Milan, Spalletti: “Vincere domani per entrare nella storia del club. Vecino? Sta bene, siamo tutti a disposizione”

Inter-Milan, Spalletti: “Vincere domani per entrare nella storia del club. Vecino? Sta bene, siamo tutti a disposizione”

Alle ore 14.45 di oggi, sabato 20 ottobre, il mister nerazzurro ha incontrato i giornalisti per presentare la sfida contro i rossoneri

di Simone Frizza, @simon29_

È tempo di derby. A poco più di 24 ore dal sentitissimo match tra Inter e Milan, che avrà luogo domani sera alle 20.30 allo stadio San Siro, il tecnico nerazzurro Luciano Spalletti ha incontrato i giornalisti presso il Centro Sportivo Suning. Passioneinter.com riporterà live, come di consueto, le parole del mister.

Prima di recarsi in sala stampa, Spalletti ha risposto alle domande dei tifosi in diretta sulla pagina Facebook ufficiale del club. Ecco le sue parole.

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“Chiaro che quando ci sono queste settimane diventa difficile monitorare per filo e per segno quelli che sono gli scorrimenti delle giornate, però sono tornati tutti in buonissime condizioni. L’altro ieri li ho avuti tutti a disposizione per sviluppare l’allenamento e mi sembra ci sia l’attenzione giusta per preparare una partita così. Non abbiamo pensato né al Barcellona né ad altro, solo al derby”.

“Scegliamo in funzione della condizione generale dei calciatori. La possibilità di variare qualcosa c’è, ma non c’è una formazione giusta e una sbagliata o un giocatore che deve assolutamente giocare al posto di un altro. Io chiederò ai miei calciatori molte cose, noi abbiamo possibilità di sviluppare le attese dei nostri tifosi, abbiamo potenzialità importanti nella rosa. Avremo davanti una squadra forte, però solo le grandi vittorie riusciranno ad identificare i personaggi giusti. San Siro? Da tutte le parti sento dire “cornice bellissima”, ma secondo me saranno una parte del dipinto, non la cornice”.

DERBY – “Nel derby vale molto di più ciò che riesce a produrre nella testa dei calciatori e dei tifosi. Noi questa settimana non abbiamo pensato né al Barcellona né al campionato. Abbiamo pensato esclusivamente al derby. Noi sapevamo che quest’anno sarebbe stata una stagione particolare, dovendo giocare tante competizioni. Adesso ne abbiamo davanti una importantissima, che è la competizione dei derby. Questa partita è il termometro più corretto per misurare quanto siamo malati di Inter”.

SQUADRA PIU’ IN FORMA – “Il derby ti può dare moltissime cose in più dei normali tre punti, cose che ti puoi portare nelle altre partite del campionato. Quindi quello che c’è da fare è usare benissimo il tempo che si ha davanti prima della partita, per il quale noi non abbiamo sprecato neanche un minuto. C’è poi un altro tempo per andare a prendere in considerazione quello che verrà dopo in base al risultato della partita. Ma quello che diventa fondamentale è essere esigenti con noi stessi, andando a richiedere grandi giocate, grande disponibilità, grande intensità, grande qualità e grandi confronti faccia a faccia. Questa partita vuole questo, poi è chiaro che ci sarà anche un risultato finale”.

INTER PIU’ FORTE DEL MILAN – “Io non rinuncerò mai a chiedere grandi cose ai miei calciatori. Noi abbiamo un’etica nel modo di lavorare, una professionalità che cancella qualsiasi timore. Quando tu sei nel tuo posto a lavorare e sei convinto di quello che fai, avendo sentimento per il tuo lavoro non ci sono timori di nessun genere. Noi vogliamo giocare a viso aperto questo derby, perché ci saranno molti interisti a vederlo dentro lo stadio e ci sarà il quarto anello composto dai divani delle case dove ci saranno i nostri tifosi ad incitarci. Da quando son qui ho capito una cosa: gli interisti magari dimenticano la data del compleanno del marito o della moglie, ma non del risultato del derby. Se si vuole quindi far parte della storia per l’Inter si passa da queste partite qui. I contratti ti fanno essere dell’Inter per alcuni anni, le grandi vittorie ti fanno entrare nella storia”.

PAROLE NAINGGOLAN – “Io di solito non commento le parole dei miei calciatori. Loro di solito ne sanno più di me avendo modo di frequentare i compagni più spesso anche quando non ci sono io. Mi fa piacere che abbia stima dei suoi compagni ma non cambia niente, noi vogliamo andare lì e giocarci la partita per tentare di vincerla”.

QUALITÀ DEL GIOCO – “Io trovo molte cose da apprendere nei commenti che mi riguardano, ma in questo caso bisogna vedere di chi sono questi commenti. Ormai tutti hanno capito che tra di voi ci sono dei tifosi, quindi bisogna capire chi commenta in funzione della squadra che tifa. Io trovo che la mia squadra sia cresciuta di mentalità, di gioco e di carattere e che ci siano ampi margini per andare avanti e proseguire su questa strada. C’è ancora possibilità di un’evoluzione, quindi se i risultati sono questi e c’è margine di crescita io sono contento di quest’analisi, mi fa piacere”.

SOSTA – “Io non temo niente, perché anche il Milan aveva diversi giocatori in Nazionale. Ci sono naturalmente da tenere presente le varie situazioni, ma è un lavoro già in parte sviluppato. Bisogna riordinare le fatiche, i viaggi, i minutaggi e i problemi fisici ma noi siamo al completo. Per quanto mi riguarda io sono a posto”.

ORGOGLIOSO DI ALLENARE L’INTER – “Io da quando sono diventato allenatore dell’Inter vado in giro petto in fuori e mani dietro la schiena, perché è una cosa bellissima essere vestiti di questi colori. Se poi si ha la fortuna di veder da dentro lo stadio, come posso fare io, la passione che circonda questa squadra è ancora meglio. Tutti parlano di cornice di San Siro, ma io la tratterei come una parte importante del quadro, perché è veramente difficile trovare un livello di partecipazione fisica ed emotiva come in questo stadio. Tutta Milano deve essere orgogliosa del derby e del messaggio che manda nel mondo. Milano è una città moderna che spinge tutto in modo naturale verso un’evoluzione continua. È veramente qualcosa da prendere come modello e come esempio ed è chiaro che poi noi dobbiamo avere la stessa evoluzione della città perché siamo coloro che la rappresentano nello sport. Anche per questo dobbiamo mostrare in Italia e in Europa la funzione che abbiamo di rappresentare una città di altissima qualità”.

INTER RISPETTO ALL’ANNO SCORSO – “Prima di tutto faccio i complimenti a Gattuso per l’allenatore che è e per come sta facendo giocare la sua squadra. È un allenatore giovane che sta facendo vedere un modo giovane di allenare la sua squadra. E come lui De Zerbi, Simone Inzaghi, Di Francesco, Martusciello e Giampaolo allenano in maniera bellissima da vedere. Gattuso è dentro questa lista di grandi allenatori che possono dare molto al nostro calcio. Io sarei sorpreso se non pensasse che la sua squadra sia più forte della mia: per riuscire a dare il massimo bisogna far vedere ai calciatori che hai una faccia fiduciosa verso l’obiettivo. Se gli mostri dei dubbi e dei pensieri non corretti nei loro confronti ti danno qualcosa in meno. Noi siamo cresciuti sotto tanti punti di vista, e dentro tutte queste qualità siamo convinti che si possa scaturire il particolare che ti può dare anche il gol che fa la differenza”.

DIVERSITÀ TRA INTER E MILAN – “Ci sono molti momenti che accomunano queste due squadre. Entrambe vogliono costruire dal calcio di rinvio e amano giocare la palla a terra perché hanno due attaccanti che giocano palla a terra. Difficilmente usano la pallata per giocarci addosso sulla costruzione bassa. Dentro lo sviluppo poi c’è la condizione di arrivare in delle zone di campo e mettere dei cross in area come fanno loro con gli esterni. Le cose sono le stesse, c’è cura nei particolari da parte di entrambi”.

DIVERSITÀ TRA ICARDI E HIGUAIN – “Sono due calciatori che ti fanno rimanere a bocca aperta per le giocate che fanno. Uno ha caratteristiche diverse dall’altro, però entrambi finiscono per essere fondamentali per lo sviluppo del gioco delle proprie squadre. Mi fanno sorridere quelli che dicono che Icardi non è molto tecnico o lo è meno di Higuain: guardate il controllo di palla nel secondo gol contro la Spal e poi troviamogli anche il pelo nell’uovo per vedere se non c’è la qualità. Dal mio punto di vista diventa facile chi scegliere, perché uno e interista e uno no. Quindi scelgo l’interista”.

VECINO – “Siamo tutti a disposizione, se avessi detto che Vecino non c’era allora sarebbe stato diverso, ma se ho detto che è a disposizione c’è, ci sono tutti. Ci sono anche tutti i direttori, abbiamo una proprietà che vive immersa nell’interismo puro. Il nostro proprietario è un interista, è dei nostri”.

CRESCITA DI ICARDI – “Lasciamolo com’è che per noi è perfetto, non chiediamogli niente. Poi ci sono delle cose che tutte le persone intelligenti cercano di migliorare perché vanno a grattare in fondo al barile delle proprie possibilità e trovano qualcosa da migliorare, e questo ne fa un professionista perfetto. Ma per quanto riguarda le qualità per stare in campo e per vincere Icardi è perfetto. Possiamo andare a vedere anche il tiro al volo contro il Tottenham, per vedere come ha messo il corpo per calciarla d’esterno e non permettere al portiere di parare. È uno che viene marcato in maniera più stretta dagli avversari, è uno che ogni tanto rimanendo staccato impone alla linea difensiva avversaria di stare più morbida nello stare addosso al proprio centrocampo e allora ti permette di avere qualche metro in più sulla trequarti, zona fondamentale per fare calcio offensivo. In tutte le cose ci sono dei pro e dei contro. Lasciatelo stare com’è che a me piace così”.

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