1 Dicembre 2018

Roma-Inter, Spalletti: “Perisic? Parole normali. Il padre di Lautaro ha attaccato l’Inter”

Il mister nerazzurro ha incontrato i giornalisti alle ore 12 di oggi per presentare la sfida contro i giallorossi

È tempo di fare un tuffo nel passato per Luciano Spalletti, che con la sua Inter affronterà, domani sera allo stadio Olimpico, la sua ex squadra, la Roma. Entrambe arrivano da una sconfitta in Champions League, i nerazzurri 1-0 contro il Tottenham, mentre i giallorossi 0-2 contro il Real Madrid. Al momento la situazione di classifica in campionato, però, è ben diversa: l’Inter si trova al terzo posto a -1 dal Napoli secondo, mentre la squadra di Di Francesco è invece settima, a ben 9 punti di distanza da quella di Spalletti.

Come di consueto, Passioneinter.com riporterà qui di seguito live le parole del mister in conferenza stampa, che ha avuto inizio alle ore 12. Il tecnico, prima di presentarsi in sala stampa, ha risposto alle domande che i tifosi gli hanno posto in diretta sulla pagina Facebook ufficiale del club. Ecco cos’ha dichiarato.

ROMA – “Ognuno porta i numeri che gli fanno comodo perché se poi noi dopo questo periodo di tempo dobbiamo essere quelli che vincono assolutamente in casa della Roma, andando a valutare che loro negli ultimi campionati sono arrivati secondi e terzi facendo quasi una finale di Champions ed il record di punti della loro storia… Se non sono stati fatti passi avanti notevoli a fronte di questo… È una partita difficilissima, sono una squadra forte ed hanno ambizioni importanti spinte dagli ultimi risultati”.

TIPO DI PARTITA – “Anche la Roma come tante squadre in Serie A ha un modo di fare ben preciso. Quando giocano le partite vogliono venire a farlo nella tua metà campo, riconquistando più alto possibile. Trattasi di una costruzione di gioco fatta dal basso, ormai il calcio si è evoluto ed è migliorato. Ci sono delle caratteristiche e delle motivazioni sul perché è successo questo, e la Roma sta dentro quelle squadre forti che giocano sempre allo stesso modo”.

TURNOVER – “È una valutazione che va fatta. Dopo ogni partita c’è qualcuno più affaticato di altri, quindi bisogna tenere conto di tutto, soprattutto che ci sono calciatori riposati fuori che possono dare il loro contributo”.

TOUR DE FORCE – “C’è voglia di fare qualcosa di importantissimo. L’essenziale è giocare tutte nella maniera giusta queste partite, entrando con i criteri che ricerchiamo sempre in allenamento e che vogliamo mettere in pratica durante le gare per tentare di andare a vincerne il più possibile”.

Ecco poi le risposte in sala stampa.

STATO D’ANIMO – “Tornare in una città dove ho allenato ma soprattutto ho vissuto per tanti anni ed ho dei legami bellissimi con tante persone mi fa piacere e si va a giocarsi questa partita con tranquillità”.

PAROLE PERISIC – “Sono dichiarazioni normali. Siamo in un calcio in evoluzione, io mi fido soprattutto quando parlo direttamente coi calciatori ma in questo caso non ne ho nemmeno bisogno. Ha detto cose normali, che si possono dire. Per il suo modo di stare insieme a noi secondo me nell’Inter ci sta volentieri, è contento di farne parte e della partecipazione emotiva che c’è dietro la squadra”.

PAROLE PAPÀ LAUTARO – “Naturalmente quando delle dichiarazioni rese pubbliche sono vere vanno prese in esame ed analizzate parlando soprattutto con la famiglia, di cui conosco solo Lautaro. Parlo solo con lui, e quello che è importante in queste cose è che lui si renda conto che suo papà attacca l’Inter più che me, e crea dei problemi a Lautaro stesso perché ne danneggia la sua immagine ed il suo rapporto coi compagni. Poi la valutazione da fare è che per diventare un top player devi saper gestire te stesso ma anche quelli che ti stanno intorno, perché se poi ti creano dei problemi è giusto che tu ti faccia sentire. Inoltre i grandi club a livello europeo spesso stanno attenti a non avere situazioni imbarazzanti come queste da gestire. Il ragazzo non è un bambino, è un uomo, forte veramente fuori e dentro il campo. Non ha bisogno della difesa di nessuno. Io poi è qualche anno che faccio questo lavoro e sono abituato, non do neanche peso a queste cose”.

TOTTENHAM-INTER – “Abbiamo riguardato la partita che abbiamo giocato, ci siamo già rientrati dentro con la squadra però non tantissimo perché il tempo è breve ed è meglio rituffarsi subito nella realtà più vicina che è Roma-Inter. Per quanto mi riguarda la squadra ha giocato bene, è rimasta in partita fino all’ultimo ed abbiamo preso gol quando stavamo esprimendo forse il blocco squadra migliore dentro la gara, creandoci opportunità importanti. Poi è chiaro che si ha a che fare con dei campioni come ha il Tottenham che possono creare la sterzata in qualsiasi momento e prenderci vantaggio. La squadra ha giocato forse meglio nel match di ritorno che in quello d’andata, per continuità, equilibrio, scelta dei momenti di quando accelerare e quando gestire”.

+9 SULLA ROMA – “Leggo che tentate di metterci delle pressioni ma noi le pressioni ce le cerchiamo da soli, nel senso che non ci sentiamo appagati di quello che stiamo facendo, vogliamo andare ancora più in là. Il fatto che ce lo ricordiate ci fa piacere, però noi siamo ancora dentro la possibilità di qualificarci in Champions League in un girone di quelli più duri che il sorteggio ha tirato fuori e poi per ora abbiamo una classifica abbastanza importante in campionato. Però non vogliamo accontentarci, vogliamo andare ancora più in là”.

NAINGGOLAN – “Lui ha avuto questo infortunio durante il ritiro e quando si salta la preparazione vengono a crearsi delle complicazioni nel lavoro da sviluppare. Poi ha avuto un paio di fastidi che assomigliano a ricadute o a problemi avuti in base alla gestione del precedente, può succedere. Bisogna magari trattarla con più tranquillità, prendendosi tempistiche più comode per potergli rimettere a posto i problemini che ha. Il calciatore a livello di potenzialità e testa è sempre lo stesso. È dispiaciuto perché sa che non ha dato il suo contributo e vorrebbe metterlo a disposizione dei nuovi compagni”.

BLACKOUT – “Io dico che la squadra sta facendo quello che deve fare, siamo dentro quello che è il più roseo percorso che potevamo immaginarci. Se anche lei ci vuole creare delle attenzioni noi siamo pronti a prenderle e a drizzare ancora di più le antenne, quindi cercheremo di anticipare tutti i rischi che si corrono giocando a calcio in funzione dei risultati. A Bergamo abbiamo giocato sotto il nostro livello, ma dire qualcosa a questi calciatori mi sembra difficile. Stanno facendo un lavoro ottimo”.

ASSENZE DELLA ROMA – “Questo discorso piace portarlo a voi, perché squadre come Tottenham, Roma, Inter e Atalanta hanno a disposizione una rosa importante. Poi se si vuole mettere pressione da una parte o dall’altra… Fino al numero 13 di calciatori a disposizione sono squadre che non hanno problemi: finché non gli manca uno da sostituire in panchina queste squadre non hanno problemi. La Roma ha una rosa importantissima sotto l’aspetto qualitativo e numerico, come lo sono l’Inter e il Tottenham. I due o tre infortunati in partite così ravvicinate se li creano da soli questi club, perché cambiano sempre 4-5 calciatori e in questo caso qui è una cosa normale usare anche altri, anche se si è costretti. La partita è difficilissima proprio perché loro non sono dentro una classifica che gli dà merito per il calcio che stanno giocando ed il loro passato. L’ho detto prima, se ora noi siamo quelli che debbono vincere questa partita ce lo prendiamo questo complimento, perché significa che di strada ne abbiamo fatta tanta. Loro negli ultimi campionati sono arrivati secondi e terzi facendo quasi una finale di Champions ed il record di punti della loro storia, noi siamo partiti 30 punti sotto. Grazie, è un complimento dirci che siamo noi a dover andare a vincere”.

VRSALJKO – “In base a quanto visto negli ultimi allenamenti è a disposizione”.

TOGLIERE AVVERSARI PER LA CHAMPIONS – “Nulla è ancora decisivo nel nostro campionato, come ho detto prima la Roma è una di quelle squadre che può inanellare risultati importanti e fare periodi dove rimette a posto tante cose. Noi dobbiamo avere quello che è il nostro obiettivo comunque al di là del nome dell’avversario, vincendo più partite possibile senza fare calcoli. Tanto se poi qualcuna uscisse dal giro qualcun’altra ne entrerebbe, le insidie in Serie A ci sono sempre, ci sono tante squadre forti”.

A CHE PUNTO È IL PROGETTO – “L’obiettivo per noi non sta fermo, ha le ruote, va sempre più in là. Diventa difficile dire a che punto siamo, perché tutte le volte che ipoteticamente potremmo stare un po’ più tranquilli non è così, perché l’obiettivo si è allontanato e dobbiamo andare a prendere qualcosa in più. Fa parte della mentalità dei calciatori essere sempre in evoluzione e in qualcosa di nuovo come fa l’Inter quando crea strutture nuove o lo stadio più accogliente per i tifosi. Se si riuscisse a fare squadra tra i club sarebbe veramente il massimo per sfruttare le potenzialità del calcio anche in altri campi, come nel sociale, che potrebbero dare dei vantaggi importanti alla nostra nazione”.

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