Materazzi: “Mondiale 2006? I tedeschi li avevamo bullizzati. Brescia? Quello che è successo è una vigliaccata”

Materazzi: “Mondiale 2006? I tedeschi li avevamo bullizzati. Brescia? Quello che è successo è una vigliaccata”

L’ex difensore dell’Inter nella diretta Instagram de La Gazzetta dello Sport

di Antonio Siragusano

Intervenuto per qualche minuto in diretta su Instagram sul profilo de La Gazzetta dello Sport, Marco Materazzi ha spiegato l’attacco che pochi giorni fa aveva rivolto nei confronti di Massimo Cellino in seguito ad un comunicato del Brescia rivolto agli staff tecnici precedentemente esonerati. Oltre ai ricordi legati al Mondiale del 2006 e al Triplete vinto con l’Inter, l’ex difensore non poteva non esprimere le sue sensazioni per la drammatica situazione che sta vivendo l’Italia e, nelle ultime ore, Bergamo in particolare. Ecco il suo commento: “Ogni tanto sento il Papu che mi spiega qual è il clima a Bergamo. Dramma? Il momento è veramente difficile, se non ci diamo una regolata tutti quanti sarà difficile venirne fuori. Sento anche Ventola e mi dice che la gente fa fatica anche a dormire. Il Papu vuole sensibilizzare, gli dobbiamo dire grazie. Ormai è un italiano adottato, lui come i suoi compagni che fino a 10 giorni fa ci hanno resi orgogliosi”.

Cosa mi è piaciuto di meno?
“C’è gente che trova mezzucci per trovare scuse o appigli per cancellare contratti di lavoro. Quello che è successo a Brescia è una vigliaccata. Ho massimo rispetto dei bresciani, ma essere arrivati a convocare gente già esonerata solo per trovare il modo di rompere il contratto, credo sia la cosa che meno mi è piaciuta in questi giorni. Al di là delle smentite che sono di facciata. Il mondo è piccolo, le cose si sanno. Grosso? Prima di fare un post del genere mi sono documentato”.

Quante partite dei mondiali ha rivisto negli ultimi giorni?
“Tutte, devo dire che ho pure giocato bene, non pensavo. Ho fatto due grandi partite in semifinale e finale, meglio semifinale però. Se sbagliavo tanto c’erano Cannavaro e Buffon, ero tranquillissimo, potevo pure andare al bar. Queste partite mi hanno emozionato, lì abbiamo dimostrato come uno sport possa unire una nazione. Noi italiani siamo duri e difficile da battere. In barba ai francesi che ci prendevano in giro e adesso stanno adottando le nostre stesse soluzioni. In fondo non siamo scemi”.

Ricordavi tutte le azioni?
“Me le ricordavo tutte, soprattutto quelle più delicate. Palo di Gilardino? Me lo ricordavo, contro i tedeschi siamo stati cattivi, li abbiamo bullizzati. Sembravano degli allievi, dei pulcini, in casa loro. Quella penso sia stata la finale, la Francia era superiore sulla carta invece, ed è stata una partita sofferta”.

Qual è stata la partita della tua carriera, quella che ti ha emozionato di più?
“Quella muraglia di 25mila persone quando entri… erano tutti tedeschi. Sembrava un po’ il film di Rocky, ma nei supplementari si sentivano gli italiani. Pirlo era poesia, ha fatto un passaggio che è poesia, nemmeno alla Play Station, solo lui poteva fare una cosa del genere”.

Chi è il più forte con cui hai mai giocato
“Ho avuto una gran fortuna, ma il più forte penso sia stato Ronaldo, il brasiliano. Non me ne voglia Cristiano che reputo un robot, però Ronaldo il fenomeno, ti aspettava, ti derideva, ti faceva il tunnel e il gol. Ho avuto il rammarico di averlo avuto dopo due infortuni, avrei potuto vincere molto di più altrimenti. Sono molto legato ai ragazzi del Triplete, Stankovic, Eto’o, Milito. Ho fatto chiudere anche l’ultima di Baggio, da tifoso avere la sua maglia nell’ultima partita con la Spagna è tanta roba”.

Hai sentito Mourinho in questi giorni?
“E’ un po’ che non lo sento, anche loro sono un po’ in difficoltà”.

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