Mauro Icardi: “I fischi mi caricano. E quei gol alla Juve…”

Mauro Icardi: “I fischi mi caricano. E quei gol alla Juve…”

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Parla, in esclusiva ai microfini di Tuttosport, Mauro Icardi, attaccante dell’Inter e bestia nera della Juventus alla quale ha segnato già 4 gol, 3 con la maglia della Sampdoria, di cui una doppietta, e uno con la maglia dell’Inter lo scorso campionato. E’ proprio dalla doppietta contro la Juve con la Sampdoria che inizia l’intervista e il numero 9 nerazzurro racconta i retroscena di quella partita:”Non speravo nemmeno di segnare quei due gol, invece è esploso il vero Mauro Icardi – spiega il nerazzurro – Siamo rimasti in dieci dopo mezz’ora per l’espulsione di Berardi e sotto di un gol, poi è arrivata la mia doppietta – continua l’argentino – Buffon nel dopo partita mi ha detto che lo dovevo ringraziare, proprio quei gol mi hanno permesso di arrivare all’Inter“. Ovviamente, l’attaccante nerazzurro, ha continuato a segnare gol alla Juventus anche con la maglia della sua attuale squadra: “Quando ho segnato l’anno scorso al San Siro ho capito cosa vuol dire per i tifosi il derby d’Italia, tremava tutto lo stadio, ho sentito vibrazioni uniche. Peccato che poi i bianconeri abbiano pareggiato” afferma Icardi.

Oggi sono più esperto, più furbo e ho acquisito la malizia che serve per prendere tempo sui difensori. La differenza tra un giocatore di Serie A e uno che gioca con gli amici sta nella velocità d’esecuzione – ammette Mauro Icardi – Ad esempio il Barça negli ultimi anni non ha mai voluto un centravanti d’area, come me, e per questo sono andato alla Sampdoria“. Risponde così il numero 9 quando gli viene chiesto perchè al Barcellona non è stato voluto. “Il mio modello di riferimento è Batistuta, ma Ibra è un top player nonostante stia invecchiando, mentre l’attaccante del Barça che più mi somigliava è Eto’o” ammette Maurito.

Si passa poi a parlare di Serie A, della sua impermeabilità alle tensioni e ai fischia: “Di quello che dice la gente non me ne frega nulla. Ad esempio a Marassi contro la Sampdoria erano in trentamila a fischiarmi e mi hanno dato la carica per dimostrare belle cose. Se a Torino fischieranno mi daranno la carica“. Proprio della partita di Torino contro la Juventus continua a parlare Icardi: “Per dare una svolta non serve vincere una partita, ma bisogna partire dagli allenamenti, però a Torino si vince andando a mille, giocando da squadra perchè è difficile che la Juventus regali qualcosa – ammette -. Ad Allegri toglierei Tevez perchè fa gol e sa giocare tutto campo e Pirlo perchè è da lui che partono le azioni. La Juve ha acquisito una mentalità che gli permette di continuare a vincere“.

Si sofferma poi a parlare del nuovo allenatore dell’Inter, del suo modo di allenare e di come è cambiata l’Inter con il suo arrivo: “Mancini ha ragione quando dice che se prendiamo gol ci spaventiamo. A differenza della Juve dopo aver fatto gol, noi arretriamo e prendiamo il pareggio, mentre i bianconeri puntano a farne un altro. Non so se sia un problema di mentalità, ma Juve e Roma hanno una mentalità che punta a vincere ogni partita – fa notare Icardi -. Mancini ci ha invitato a lavorare con allegria e ha lavorato anche sulla nostra testa. Non so se prima ci fosse negatività, ma con il cambio allenatore dobbiamo cambiare le cose. Mancini mi ha chiesto di aiutare la squadra e di partecipare di più al gioco“.

Curiosità, Mondiale, nuovi arrivi e vita privata, ecco di cosa parla in conclusione Mauro Icardi: “Podolski è un grandissimo calciatore, il suo arrivo sarà un bene per la squadra. Il difensore più forte che mi ha marcato è Juan Jesus che quando giocavo ancora con la Samp mi tirava calci e pugni, ora quando riparliamo di quell’episodio ci ridiamo su – continua il nerazzuro -. Non ho visto quasi niente del Mondiale, solo qualche partita dell’Argentina, ero impegnato con il matrimonio e a pensare alla mia vita – ammette parlando della non convocazione con l’albiceleste al Mondiale -. Rinnovo? Chiedetelo ad Ausilio e al mio agente, se mi chiama e mi dice di andare a firmare ci vado. Unico argentino a ventuno anni ad avere quattro figli? Lo dite perchè non siete sudamericani. Ovviamente è dura: l’altra notte Valentino aveva la febbre e io non ho chiuso occhio“.

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