Mazzola: “Giusta l’espulsione a Vecino, anche Pjanic doveva andare fuori. Orsato? Ha commesso errori gravi”

Mazzola: “Giusta l’espulsione a Vecino, anche Pjanic doveva andare fuori. Orsato? Ha commesso errori gravi”

La storica bandiera interista è stata premiata a San Siro a pochi minuti del fischio d’inizio contro la Juventus

di Antonio Siragusano

Sandro Mazzola, senza tema di smentita, è stato uno dei calciatori simbolo nella storia dell’Inter. In 17 stagioni, ha sempre e soltanto vestito la maglia nerazzurra, totalizzando 565 presenze, segnando 160 gol e vincendo 8 titoli (4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Intercontinentali). Ecco la prima parte della sua intervista, rilasciata quest’oggi sulle pagine di Tuttosport.

Buongiorno Mazzola, si è un po’ perso la misura?
“Credo di sì, purtroppo, in qualche commento si è andati un po’ oltre”.

Ma Orsato ha davvero condizionato la partita fra Inter e Juventus?
“Ha sbagliato. L’espulsione di Vecino ci stava, ma naturalmente anche quella di Pjanic. Inoltre l’arbitro ha dato l’impressione ai giocatori dell’Inter di fischiare a favore della Juventus e anche quelli della Juventus non erano sereni. In quei casi il buon senso suggerisce di chiamare i capitani e fare un discorsetto per rimettere le cose a posto. A volte l’arbitro deve fare come un buon padre di famiglia”.

Ma ha condizionato il risultato secondo lei?
“Ha commesso errori gravi. Detto ciò, se vinci a cinque minuti dalla fine devi portar la a casa. A quel punto l’Inter aveva vinto, aveva la partita in pugno e l’ha buttata. Gli errori commessi negli ultimi minuti non sono di Orsato, ma di Spalletti e dei suoi”.

A Napoli si sono molto arrabbiati e parlano di campionato «rubato» o comunque «falsato». Lei cosa ne pensa?
“Credo che la classifica sia sincera. La Juventus è meritatamente in testa e se dovesse vincere il campionato lo farebbe con merito. Lo scudetto ai bianconeri rispetterebbe i valori visti nel corso del torneo: gli arbitri in questo caso non c’entrano”.

Quali errori ha commesso il Napoli?
“Il Napoli mi piaceva da matti. Mi ha fatto molto divertire con il suo calcio frizzante e spettacolare, però a un certo punto gli azzurri hanno pensato che vincere fosse facile. E invece non lo è mai. Non bastava la vittoria a Torino. La Juventus è stata più concentrata e determinata. Mi ricordo, ai tempi della Grande Inter, quando avevamo cali di tensione dopo i successi nelle grandi partite (tipo il Napoli a Torino), Helenio Herrera ci chiudeva nello spogliatoio e iniziava a dirci: ‘Noi non siamo i più forti! Noi non abbiamo vinto un bel niente! Se non miglioriamo ci distruggono!’. Noi ci guardavamo, ci rimanevamo male, ma poi dalla domenica successiva ricominciavamo subito a vincere. Testa bassa e pedalare”.

In questo senso i metodi di Allegri assomigliano un po’ a quelli di HH?
“Sì, nella gestione psicologica si assomigliano”.

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