Meret: “Somiglio ad Handanovic ma il mio idolo è Buffon”

Meret: “Somiglio ad Handanovic ma il mio idolo è Buffon”

Il giovane portiere dell’Udinese ha parlato a La Gazzetta dello Sport

di Francesco Gallone, @gallooone

Balzato alla ribalta grazie alla sue prestazioni in Serie B con la maglia della Spal, Alex Meret sta vivendo un momento d’oro, culminato dalla convocazione da parte di Ventura per lo stage con la Nazionale. Ma nonostante la giovane età, le sue parole a La Gazzetta dello Sport, lasciano intravedere una certa maturità: “Mai fatto altri ruoli. A casa mi tuffavo per bloccare la palla di spugna. Mio zio Mauro faceva il portiere a livello amatoriale, forse c’entra lui. Il mio idolo era Buffon. La prima maglietta che mi hanno regalato era sua. I primi guanti, di Gigi. In famiglia si tifa per la Juve. Poi quando io sono andato all’Udinese il bianconero è rimasto di moda. Di Buffon mi piace la personalità. E poi Gigi era il più forte al mondo. Ed è ancora tra i migliori con Neuer, Courtois e De Gea. Per caratteristiche somiglio ad Handanovic: attacca molto la palla, è coraggioso in uscita. I complimenti di Handa e Zoff fanno piacere perché sono parole dette da persone molto importanti che hanno fatto la storia o la stanno facendo. Vanno prese nel modo giusto, senza montarsi la testa. Il segreto è l’equilibrio. Non mi esalto e non mi demoralizzo. Anche fuori dal campo sono tranquillo, di poche parole. Un vero friulano”.

MENTE SGOMBRA –  “Sì, perché sarei condizionato. Ma io sono molto critico con me stesso e dopo la gara ripenso a quello che ho sbagliato. Se commetto un errore grave ci sto male ma poi finisce lì. Il nostro è un ruolo diverso. Mi aiuta il carattere. A palla lontana parlo coi difensori. La tensione non va mai abbassata. Stage? Bellissima esperienza: due settimane con grandi campioni. E ho conosciuto Buffon”. 

DONNARUMMA – Sono pronto, soprattutto se il dualismo ci portasse ai massimi livelli per tanto tempo. Lui ha già dimostrato di essere grande in A, io devo ancora farlo. Di solito le rivalità sono utili perché ognuno spinge l’altro a essere migliore. Tra l’altro è un bravissimo ragazzo: abbiamo diviso la camera in un ritiro dell’Under 21 e ci siamo conosciuti. Pronto per la serie A? Penso di sì. La B mi serve tantissimo per crescere e avvicinarmi al calcio che conta”.

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