Moratti: “Mourinho si presentò da me con un quaderno degli appunti, stava già studiando la sua Inter. Sneijder ed Eto’o…”

Moratti: “Mourinho si presentò da me con un quaderno degli appunti, stava già studiando la sua Inter. Sneijder ed Eto’o…”

L’allenatore portoghese è rimasto in nerazzurro dal 2008 a 2010

di Alexander Ginestous, @AGinestous

L’ex presidente nerazzurro Massimo Moratti si è concesso ad una lunga intervista pubblicata quest’oggi dal Corriere della Sera. Sono tanti i retroscena e segreti svelati dall’ex numero dell’Inter, tra cui anche un bellissimo aneddoto riguardante il suo “amore” a prima vista per Josè Mourinho, allenatore rimasto nel cuore di molti tifosi dopo aver conquistato il Triplete, e sugli arrivi di due grandi campioni come Eto’o e Sneijder.

Questo il passaggio dell’intervista: “Mou mi aveva incantato in un’intervista quando allenava il Benfica. Lì mi dissi che prima o poi l’avrei portato a Milano. Ci vedemmo la prima volta a Parigi. Sono state fatte parecchie speculazioni, riguardo all’ipotesi che l’avessi chiamato prima, quando Mancini era il nostro allenatore. Non è vero. Vero è che avviammo le trattative con Mou e lo invitai in Francia, nella casa parigina. Per due volte. La seconda volta si presentò con un quadernone, fitto fitto di appunti e schede: era uno suo studio sull’Inter di allora, con le caratteristiche dei giocatori in rosa e i nomi di altri calciatori che sarebbero stati funzionali… Quel quadernone sembrava una tesi di laurea, un lavoro pazzesco, di sicuro costato giorni e notti di lavoro. La prima volta Mou arrivò sotto casa mia in incognito, pareva un film di spionaggio… Camminava radente i muri… Quando aprì la porta, finalmente convinto d’aver superato ogni rischio e di essere al sicuro, la colf si mise a urlare: ”Joséééééééééé!!!! Joséééééééééé!!!! Joséééééééééé!!!!”. Credo che l’eco risuonò per metà Parigi… Quella donna era portoghese, e mai avrebbe immaginato di trovarsi davanti uno dei beniamini nazionali. Lui era imbarazzato, continuava a fissarmi. Io ridevo, divertito come non mai”.

Sull’arrivo di Eto’o e Sneijder: “Samuel… Il professionista per antonomasia: nel senso che “vengo, vinco e me ne vado”. Quanto sgobbava, in campo… E i gol… Il gol in casa del Chelsea, fondamentale, su lancio di Sneijder, in Champions. A Forte dei Marmi mi fermò un barista: Presidente, ci manca un unico giocatore. Quello che darà le accelerate decisive in mezzo al campo. Sneijder’. Parlò con tale forza persuasiva che io, per non commettere errori, chiamai Branca chiedendogli di sentire Mourinho. Branca richiamò e disse che Mou aveva esclamato: “Magari”. Partimmo con la trattativa, che si sbloccò anche perché al Real, Sneijder non trovava spazio. Quel barman non l’ho più rivisto. Lo volevo ringraziare”.

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