Ottavio Bianchi: “Conte sta facendo un ottimo lavoro. Inter consapevole di poter vincere lo scudetto”

Ottavio Bianchi: “Conte sta facendo un ottimo lavoro. Inter consapevole di poter vincere lo scudetto”

L’ex tecnico crede nell’avvicendamento per il titolo

di Antonio Siragusano

Potrebbe non essere l’anno della Juventus, stando all’analisi effettuata dall’ex allenatore Ottavio Bianchi, intervistato questa mattina sulle pagine del Corriere dello Sport. L’ex tecnico di Napoli ed Inter, ha messo in evidenza alcuni importanti aspetti che lasciano pensare ad un possibile ritorno allo scudetto dei nerazzurri, oppure a quello di una Lazio che tanto bene sta facendo in questa stagione. Queste tutte le parole di Bianchi:

Che tipo di percorso sta facendo Conte all’Inter?
“Sta lavorando su premesse importanti, finalmente credibili. C’è il lavoro di una società che ha preso a modello la Juventus, e si vede. Le squadre di Conte sono sempre molto caratteriali, giocano molto sull’agonismo e sulla determinazione; appena vengono a mancare queste qualità qualcosa si incrina e lo stiamo appurando. Ma il giudizio su Conte è sicuramente positivo, sta facendo un eccellente lavoro”.

Per mesi ha chiesto rinforzi, ora la società l’ha accontentato.
“E’ come quando senti la selvaggina vicina, allunghi la mano e provi a prenderla. Credo che all’Inter quest’anno ci sia la consapevolezza che lo scudetto sia possibile, ma questo vale anche per la Lazio, che ha il vantaggio di potersi concentrare su un unico obiettivo. Dopo 21 giornate l’Inter ha 8 punti in più rispetto all’anno scorso, la Juventus ne ha 8 in meno: è la fotografia di un campionato più aperto, più incerto, con valori più vicini”.

Ma lo scudetto si può programmare?
“Le faccio un esempio: quando arrivai a Napoli nel 1985 a me e Allodi chiesero di fare qualcosa in più di una salvezza anticipata. Le ricordo che l’anno precedente il Napoli del primo Maradona si era piazzato 8° e l’anno prima ancora si era salvato con un punto in più della terzultima: era una squadra di quella fascia lì. Al primo anno il mio Napoli arrivò 3° dietro Juventus e Roma, l’anno dopo vincemmo lo scudetto. Per rispondere alla sua domanda: uno scudetto non si programma, ma si programma un percorso. E l’Inter lo sta facendo”.

Come giudica i nervi tesi di Conte dopo il pareggio a San Siro col Cagliari?
“Bisogna essere dentro a certi contesti per capire cosa scatta, ho letto che non stava bene fisicamente”.

Lei non pensa che sia un segno di debolezza reagire così?
“Diciamo che quando sei sicuro della macchina che guidi, se buchi una gomma o becchi una buca non fai tante storie; ma questo lo dico da fuori, ripeto: bisogna viverle da dentro certe situazioni”.

Chi lo vince lo scudetto?
“Non lo so. Diciamo che la Juve che ha dettato legge per otto anni consecutivi oggi non dà l’impressione di essere una macchina da guerra imbattibile. Anche il fatto che subisce troppi gol, con una media di uno a partita, mi sembra un segnale poco positivo. Per questo Inter e Lazio hanno il dovere di crederci fino in fondo e sono sicuro che sarà lotta a tre fino alla fine. Forse stiamo vivendo una fase di passaggio, di sicuro ciò contribuisce a rendere il nostro campionato più bello”. 


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