Ronaldo: “L’Inter sarà sempre nel mio cuore. Moratti? Ho sbagliato con lui, non lo rimetterei più spalle al muro”

Ronaldo: “L’Inter sarà sempre nel mio cuore. Moratti? Ho sbagliato con lui, non lo rimetterei più spalle al muro”

La leggenda nerazzurra protagonista dello speciale in onda domani sera su Sky Sport ‘I Signori del Calcio’

di Andrea Ilari

Nell’immaginario collettivo della tifoseria nerazzurra Ronaldo è sicuramente uno dei più forti, se non il più forte, calciatore che abbia vestito la maglia dell’Inter. Il Fenomeno è stato protagonista dello speciale di Sky Sport ‘I Signori del Calcio’ che andrà in onda domani sera alle ore 23.30. L’attaccante brasiliano, ora presidente del Valladolid, ha affrontato, nel corso della lunga chiacchierata, diversi temi: dalla nuova esperienza da dirigente, al rapporto con l’Inter, i suoi tifosi e Massimo Moratti. Queste le sue parole:

VALLADOLID –Sono una persona innamorata del gioco del calcio e probabilmente sarà così sempre, ma non avevo intenzione di diventare un allenatore. Infatti la vita da tecnico ha la stessa routine di quella di un calciatore, con viaggi, ritiri e allenamento quotidiano: tutte cose che non amavo da giocatore. Ma l’amore per questo sport mi portava a voler essere comunque coinvolto in esso e quindi ho cercato sul mercato se ci fossero situazioni nelle quali potermi inserire. Le società interessanti erano molte ma l’offerta del Valladolid rappresentava esattamente ciò che cercavo. La città – 400 mila abitanti in una regione che ne conta più di un milione e mezzo – ha un incredibile potenziale; allo stesso modo il club, che gioca nella Liga e possiede 90 anni di tradizione e storia. Il colpo era perfetto e mi ci sono buttato di testa. È una grossa sfida ma mi sto divertendo moltissimo, c’è grande lavoro da compiere. È molto bello anche se ovviamente non manca la sofferenza ad ogni partita la domenica, ma c’è un grande entusiasmo con la città pienamente coinvolta il che ci fa anche sentire un grande senso di responsabilità.

Il sogno da presidente? In questo 2019 direi rimanere in Prima divisione. Questo è il mio sogno, perché è iniziata come una stagione difficile con l’unico obiettivo di salvarsi e rimanere in Liga. Poi vedremo, perché avremo altre situazioni. La situazione economica soprattutto sarà diversa e potremo fare altri investimenti. Quest’anno l’obiettivo principale è rimanere in Liga”.

ALTRE PROPOSTE –Abbiamo ricevuto delle proposte in Italia, in Inghilterra e in Portogallo. Le opportunità erano tutte piuttosto interessanti ma la mia scelta è ricaduta su Valladolid per due motivi: le due sole ore di distanza rispetto a Madrid, la città nella quale abito e tutto il ragionamento precedente rispetto a tradizione della società e potenziale della città. Alcune situazioni in ballo vi erano anche in Italia ma non posso svelare di quali si trattasse. Parliamo di accordi confidenziali con annessi accordi di riservatezza“.

MILAN – No, non mi hanno parlato del Milan. È molto al di sopra del mio budget. Devo dire inoltre che tutto ciò che ho fatto, l’ho fatto da solo. In molti dicono che sia qualcuno dietro, ad investire su di me, oppure un gruppo cinese. Niente di tutto ciò, io da solo, con le mie finanze. Ho fatto questo investimento da solo“.

INTER –L’Inter è nel mio cuore e lo sarà per sempre. Sono stati 5 anni bellissimi della mia vita. 5 anni in una città che ho imparato ad amare, con la gente che mi ha voluto sempre molto bene. Ho un amore per Milano e per l’Inter che credo rimarrà per sempre. L’amore che ho sentito e ricevuto in Italia non l’ho sentito da nessun’altra parte. Senza dubbio. Ora da presidente devo dire che Moratti è una forte ispirazione per me. Un’ispirazione perché mi ha insegnato tantissimo, dai valori importanti ai rapporti con i calciatori, compreso con me. Sicuramente il valore umano. Il rapporto umano che lui ha sempre avuto con tutti quanti. È una persona meravigliosa che ti guarda negli occhi e ti tratta sempre in maniera gentile. Non rifarei alcune cose. Legato all’Inter ad esempio non rimetterei il Presidente Moratti spalle al muro per decidere il mio futuro. Perché nel momento in cui gli ho chiesto di mandare via Cuper altrimenti me ne sarei andato via io, Moratti ha deciso di tenere Cuper. Perciò non lo rifarei, cercherei piuttosto di far prevalere la mia idea in un’altra maniera in quella situazione“.

INFORTUNI –Sì, quello purtroppo è stata una costante in tutta la mia carriera purtroppo. Credo che nella mia generazione ci siamo allenati nella maniera sbagliata per tantissimi anni. Oggi se vedi gli allenamenti, è tutto molto più individualizzato e specifico per ogni giocatore. Forse questo avrebbe risparmiato qualche infortunio. Non lo so. Avrei voluto senza dubbio non avere tanti infortuni. Però allo stesso tempo anche gli infortuni mi hanno fatto diventare quello che sono. Ho imparato tantissimo di quel periodo. Ho imparato tantissimo da queste sofferenze. Posso assicurare che ciò mi ha fatto diventare una persona migliore. Per chi ha un problema al ginocchio, le scale sono sempre il peggiore tra i nemici. Il ginocchio mi ha fatto veramente una guerra molto lunga e difficile, però alla fine direi che ho vinto io, l’ho battuto. Anche se è stato un problema sia il ginocchio destro sia il ginocchio sinistro, alla fine l’amore per il calcio mi ha fatto vincere questa battaglia”.

FAMIGLIA –Direi che mi ha dato tutto. Mi ha insegnato a essere un uomo, ad avere disciplina e il rispetto verso gli altri. Credo che mi abbia tolto un po’ di tempo con la famiglia, ho passato con loro un tempo ridotto rispetto a ciò che mi sarebbe piaciuto fare. Però è da sempre la mia grande passione e tutti lo capiscono. Cerco comunque quando posso di ritagliare un po’ di tempo per tutti e di unire il più possibile la famiglia. Però in sostanza mi ha dato tutto, togliendomi un po’ di tempo da passare con la famiglia. Direi che sono un bravo papà. Sono un po’ rompiballe con i figli e un po’ rigido però al tempo stesso un amico per loro: molto aperto e sincero. Cerco di spiegargli come sia la vita, trasmettendoli anche quello che mi ha insegnato il calcio. La mia università è stato il calcio! Perciò è quello che posso tramettere a loro. Vincere il mondiale è stato senza dubbio la cosa più importante che mi sia capitata nella mia carriera. Ottenere la soddisfazione dell’intero paese, tutta la gente felice grazie ad una nostra impresa sportiva, è ciò mi ha fatto davvero sentire orgoglioso“.

I NUOVI FENOMENI – “Messi mi entusiasma. Mi fa sognare, mi fa divertire. È un giocatore veramente speciale. Fa delle cose che nessuno si aspetta. Con lui in campo c’è sempre una sorpresa. Ha un controllo di palla che pochi lo fanno oggi. Portare la palla in avanti con velocità e così vicina al piede, saperla proteggere così bene e tirare in porta come sa fare lui mi piace. Anche Cristiano Ronaldo non posso escludere e dimenticare. Un altro giocatore speciale con tantissima qualità e con una forza incredibile. Sono i due giocatori che mi fanno sognare. Neymar è ancora un pelino più indietro di loro due, però è lì che si avvicina. Speriamo che possa avere più continuità e che possa diventare un grandissimo giocatore”.

IL VERO RONALDO –Questa è una battuta che non deve dar fastidio a nessuno dei due. Perché quando me lo dicono io rimango molto orgoglioso e sono sicuro che anche lui lo sia. Diciamo che entrambi siamo i veri Ronaldo”.

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